Cronaca Tribunali-Castellammare / Piazza della Kalsa

"E' un centro dello spaccio", sequestrato il chiosco della Kalsa

In un'operazione condotta da polizia, vigili urbani e vigili del fuoco è stato sollevato e caricato su un camion. Il piccolo bar apparteneva alla famiglia del boss mafioso Luigi Abbate, detto "Gino 'u mitra"

Il chiosco sequestrato

All'apparenza un semplice chiosco, in realtà un centro di spaccio della droga. Sollevato con un gru e caricato su un camion il chiosco di piazza Kalsa è stato sequestrato questa mattina dalle forze dell'ordine in un'operazione condotta da polizia, vigili urbani e vigili del fuoco.

Il piccolo bar apparteneva alla famiglia di Luigi Abbate boss mafioso del Borgo vecchio con salde radici alla Kalsa. Il chiosco era già stato oggetto di un provvedimento di sequestro insieme ad altri beni del mafioso e dei suoi familiari.

Abbate conosciuto con il soprannome di “Gino u mitra”, coniato per la particolare abilità posseduta nel maneggio delle armi, fa parte di una numerosa famiglia di noti pluripregiudicati. L’appartenenza di Luigi Abbate all’organizzazione criminale “Cosa Nostra” risale ad epoche lontane ed è stata accertata da diverse sentenze divenute irrevocabili. Luigi Abbate nel corso del suo iter criminale è stato più volte sottoposto alla misura di sicurezza della libertà vigilata ed alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale.

CHI E' GINU 'U MITRA - Recentemente era stato raggiunto da un ordine di esecuzione per la carcerazione in relazione ad una condanna definitiva per il reato di associazione per delinquere di stampo mafioso, dovendo espiare una pena residua di quasi sei anni, ultimata il 13 maggio 2010. Da questa data aveva iniziato ad espiare la nuova misura di prevenzione della sorveglianza speciale, applicatagli dal Tribunale di Palermo il 6 giugno 2006 per la durata di anni tre e mesi sei.

Luigi Abbate è un personaggio dall’indole violenta e vendicativa che annovera un passato criminale di notevole rilievo, a suo carico figurano infatti, reati di grave allarme sociale tra i quali: reati contro il patrimonio, spaccio e traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e porto abusivo di armi da fuoco. In particolare il 2 aprile 1985, si è macchiato del grave reato di omicidio volontario e soppressione di cadavere dei fratelli Francesco e Giuseppe Fragale e del nipote di questi ultimi Filippo Montagnino 14 anni. I tre sono stati soppressi con il metodo mafioso della “lupara bianca” perché individuati quali responsabili di rapine ed altri reati in danno di persone appartenenti alla cosca mafiosa di “Corso dei Mille”.

IL CHIOSCO DELLO SPACCIO - L’attività di questa mattina volta alla rimozione della struttura e di una sua pertinenza totalmente abusiva, adibita a ristorazione, nasce dalla verifica fatta nel corso del tempo delle reiterate violazioni al provvedimento di sequestro che avevano portato, già nel 2011 all’apposizione dei sigilli per evitare che all’interno del chiosco si continuasse ad esercitare l’attività. Viste le continue segnalazioni di non rispetto delle disposizioni date dal Tribunale il Questore, nell’ambito del controllo Integrato del territorio, ha coinvolto tutte le forze dell’ordine ed alcune società partecipate del Comune nella organizzazione dell’attività di rimozione della struttura che è avvenuta questa mattina. Il chioschetto è stato trasportato all’interno di un deposito dove verrà custodito, mentre la struttura abusiva ricavata accanto è stata rimossa come rifiuto solido urbano poiché nessuno ne ha rivendicato la proprietà.

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