Lunedì, 26 Luglio 2021
Cronaca Via Carrettieri

"Fiumi di coca da Napoli per i boss di Porta Nuova": sigilli al patrimonio di papà e figlio

Sequestrato ingente patrimonio immobiliare - valore complessivo di 150 mila euro - a Tommaso e Pietro Catalano: si tratta di due immobili a Palermo e Campofelice di Roccella, e due veicoli

Uno degli immobili sequestrati ai Catalano

A detta della polizia nel suo curriculum criminale ci sono "numerosissimi precedenti penali in materia di armi e soprattutto stupefacenti". Sequestrato l'ingente patrimonio immobiliare - valore complessivo di 150 mila euro - a Tommaso Catalano, pregiudicato palermitano di 57 anni. Si tratta nel dettaglio di due immobili - uno in via dei Carrettieri, a Palermo, e l'altro a Campofelice di Roccella - e due veicoli. Colpito dal provvedimento (disposto dal Tribunale di Palermo, sezione Misure di prevenzione, su proposta del Questore) anche il figlio, Pietro, di 36 anni. 

"Tommaso Catalano - dicono dalla questura - come emerso nell’ambito di recenti indagini, fa parte di una consorteria criminale dedita al traffico di sostanze stupefacenti, hashish e cocaina, in particolare tra Napoli e la Sicilia, per la quale ha gestito la rete di vendita, il procacciamento della clientela, l'importazione della sostanza stupefacente dalla Campania ed il mantenimento dei contatti con i fornitori".

Nei suoi confronti oggi è scattato un ulteriore decreto di sequestro. Sì, perché Tommaso Catalano era già stato destinatario, lo scorso 6 dicembre, di un simile provvedimento con il quale era stato disposto il sequestro di beni per un valore di circa 600 mila euro. Il 57enne in passato è stato sottoposto alla misura della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza. "Come emerso nel corso delle indagini - dicono dalla questura - è risultato responsabile, in concorso con altre persone, tra cui il figlio Pietro, di numerosi episodi di detenzione, trasporto e cessione di sostanza stupefacente, reati, questi ultimi, aggravati dall’aver agito per agevolare il mandamento di Porta Nuova".

Le indagini patrimoniali condotte dai poliziotti dell’Ufficio Misure di prevenzione della polizia Anticrimine hanno dimostrato come padre e figlio non disponessero di entrate lecite, dichiarate al fisco, per l’acquisto dei beni che oggi sono stati sequestrati. Il questore ha richiesto per Pietro Catalano anche l’applicazione della misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di residenza. Quest'ultimo era già stato colpito da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nell’ambito dell’operazione denominata “Back Again”, a carico di 16 persone responsabili dei reati di detenzione e spaccio di ingenti quantità di sostanze stupefacenti (cocaina, eroina, hashish e marijuana).

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