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"Sono andati a Bonagia per la droga, lì le strade sono strette e abbiamo dovuto mollare la presa..."

Dalla provincia agrigentina a Palermo: un carabiniere ricostruisce in aula alcune fasi dell'inchiesta "Brothers" che nel 2013 ha sgominato un vasto traffico di stupefacenti. Sono 21 gli imputati: avrebbero "smerciato" eroina, cocaina, hashish, marijuana e metadone

Sul banco degli imputati, davanti al giudice Manfredi Coffari, siedono in ventuno. L'accusa per tutti è di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Va avanti l'inchiesta "Brothers" che ha sgominato un vasto traffico di droga fra l'aprile del 2012 ed il maggio del 2013. Un maxi giro dalla provincia agrigentina a Palermo. L'inchiesta è stata condotta,dai carabinieri della compagnia di Canicattì che si sono avvalsi anche di intercettazioni audio e video. Gli imputati avrebbero "smerciato" eroina, cocaina, hashish, marijuana e metadone.

E adesso l’appuntato dei carabinieri Orazio Papia, all’epoca dei fatti, il 27 giugno del 2012, in servizio alla compagnia di Canicattì, ricostruisce in aula le indagini: “Abbiamo seguito l’auto di Diego Cutaia e Gioacchino Stassi da Canicattì e Palermo - ha raccontato - lì si sono riforniti di droga e al ritorno li abbiamo fermati. Nel marsupio di Cutaia c’erano sei grammi di eroina e un bilancino di precisione, lo portava sempre con sé per evitare che i suoi fornitori lo prendessero in giro”.

Il carabiniere, rispondendo al pubblico ministero Manuela Sajeva e ai difensori degli imputati (nel collegio, fra gli altri, gli avvocati Tatiana Pletto, Viviana Termini, Paolo Ingrao, Giuseppe Riso e Calogero Lo Giudice), ha ricostruito alcuni pedinamenti che hanno portato al sequestro della droga e ad allargare l’indagine. “Cutaia e Stassi – ha aggiunto – sono andati a Bonagia a rifornirsi di droga, lì le strade sono strette e abbiamo dovuto mollare la presa. Abbiamo aspettato sul viale Regione siciliana e abbiamo ripreso il pedinamento da Palermo a Canicattì. Poi siamo intervenuti”.

Fonte: AgrigentoNotizie

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