Lunedì, 2 Agosto 2021
Cronaca Palazzo Reale-Monte di pietà

Il call center della droga a Ballarò e le consegne ad avvocati e ballerini: definitive 4 condanne

Gli imputati furono coinvolti nel blitz "Drug Away" della squadra mobile, a maggio del 2018. Per i clienti avevano messo a disposizione un numero di telefono unico, attivo giorno e notte, e portavano hashish, marijuana e cocaina in tutta la città anche servendosi di biciclette elettriche

Un momento del blitz "Drug Away"

Un call center, attivo 24 ore su 24, per rifornire di droga studenti, avvocati e persino ballerini del Teatro Massimo. Bastavano poche parole al telefono ("portamelo un cinquantino va", "volevo sapere se poteva avvicinare con due pacchetti di sigarette, uno Gold") e in pochi minuti da Ballarò, con scooter e biciclette elettriche, la "roba" veniva consegnata in tutta la città. Per i componenti di una delle bande - a conduzione famigliare - sgominate dalla squadra mobile con il blitz "Drug Away" il 24 maggio del 2018, le condanne diventano definitive.

Gli imputati sono Vito Valenti (al quale sono stati inflitti 4 anni 5 mesi e 10 giorni di reclusione), Eduardo Premuda (4 anni), Stefano Premuda (2 anni) e Jessica Premuda (un anno e mezzo), che erano ricorsi in Cassazione. Ma la quarta sezione, presieduta da Patrizia Piccialli, ha rigettato le loro istanze.

I quattro sono stati condannati per associazione a delinquere finalizzata allo spaccio e anche per singoli episodi di cessione di droga e contestavano proprio la sussistenza di "vincolo associativo", cioè l'accusa più grave. Un'ipotesi che, invece, è stata provata a questo punto in tutti i gradi di giudizio.

In particolare i giudici hanno messo in evidenza che gli imputati avessero a che fare con dei "clienti fidelizzati", ma avessero anche degli "stabili canali di rifornimento", che usassero "un'unica utenza telefonica dedicata" agli acquirenti. Inoltre, i 4 erano "interscambiabili" e garantivano "un servizio sempre attivo di consegne a domicilio", avevano a disposizione i mezzi per le consegne e anche una cassa comune. 

L'operazione "Drug Away" portò ad 11 arresti. In un mese, secondo gli investigatori, tra messaggi e telefonate i componenti delle due bande avrebbero accumulato ben 600 richieste di droga (hashish, marijuana e cocaina) e l'incasso complessivo si sarebbe aggirato sui 100 mila euro.
 

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