La droga arrivava in bus sui bagagli: inchiesta Capolinea, in 12 dal gup

Hashish da Palermo a Licata, giro d'affari da 500 mila euro. L'operazione è stata eseguita dai carabinieri all'alba del 24 luglio scorso. Il pubblico ministero Alessandra Russo adesso ha chiesto il rinvio a giudizio di tutti gli indagati: fissata l'udienza preliminare

Operazione "Capolinea": la droga, nascosta nei bagagli, arrivava in bus da Palermo con dei corrieri pronti a distribuita nel territorio di Licata dove veniva spacciata al dettaglio. L'inchiesta, l'8 giugno, approderà in aula per l'udienza preliminare che si celebrerà davanti al giudice Luisa Turco. Il pubblico ministero Alessandra Russo ha chiesto il rinvio a giudizio dei dodici indagati che, quindi, diventano imputati. Si tratta di: Francesco Casa, 35 anni; Rosario Gueli, 34 anni; Adama Touray, 22 anni; Bubacarr Djallow, 32 anni; Bubacarr Touray, 29 anni; Ebrima Ceesay, 29 anni; Giuseppe Bonfiglio, 41 anni; Angelo Casa, 23 anni; Vincenzo Peruga, 24 anni e Abdelhak El Hachimi El Idrissi, 37 anni. 

L'operazione è stata eseguita dai carabinieri all'alba del 24 luglio scorso. Sei le misure cautelari eseguite nei confronti di due distinti, piccoli, gruppi: uno dei quali costituito da extracomunitari che - secondo l'accusa - facevano arrivare la droga, in autobus, da Palermo. 

La "roba" - hashish per la maggior parte - arrivava nei bagagli dei passeggeri degli autobus, improvvisati - ma neanche tanto - corrieri e poi veniva smerciata ai giovanissimi. Licata come Agrigento perché lo spaccio avveniva - secondo l'accusa - vicino alle scuole e ai luoghi di aggregazione. E veniva ceduta anche dentro un centro d'accoglienza - uno Sprar per la precisione - per rifugiati e richiedenti asilo politico. Un giro d'affari da 500 mila euro.

Agli arresti domiciliari finirono Francesco Casa, Roberto Gueli, Touri Adama e Touri Bubbacar. L'indagine chiamata "Capolinea" è nata - nel settembre del 2016 ed è andata avanti fino alla conclusione del 2018 - "dall'esigenza - spiegarono gli inquirenti - di contrastare lo spaccio di sostanze stupefacenti". I pusher avevano individuato negli adolescenti la loro clientela migliore. Molti genitori preoccupati avevano segnalato l'emergenza e avevano fatto partire l'indagine. 

Gli imputati (difesi, fra gli altri dagli avvocati Angelo Benvenuto, Giuseppe Sorriso, Giuseppe Glicerio e Sara Fardella), all'udienza preliminare potranno scegliere il giudizio abbreviato o il patteggiamento, oppure procedere con il rito ordinario: in questo caso il gup dovrà decidere se disporre il rinvio a giudizio. 

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Fonte AgrigentoNotizie

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