Cronaca

Droga da Palermo a Ragusa, la famiglia-pusher e il ruolo dello "zio"

Andrea Di Maggio è sarebbe il rifornitore di numerosi spacciatori. A Partinico una famiglia aveva trasformato la propria abitazione in un "punto vendita" della "roba". Il procuratore Scalia: "Nessun collegamento con la mafia"

Una famiglia di Partinico che organizza la propria abitazione in un vero e proprio “punto vendita” della droga. E poi il ruolo dello “zio”, Andrea di Maggio (nella foto a destra), il personaggio chiave di tutta l’indagine. Colui che riforniva la droga a diversi pusher delle province di Palermo, Ragusa e Trapani. Questi alcuni dei retroscena della maxi operazione antidroga che all'alba di oggi ha portato tra Palermo e Ragusa all'arresto di 22 persone. (GUARDA IL VIDEO)

La famiglia di Partinico che smerciava la droga in casa abitava in uno stabile di case popolari. “Le loro case, per come erano disposte - spiegano i carabinieri - offrivano ogni garanzia di sicurezza perchè riuscivano ad osservare di movimenti in uscita delle pattuglie di carabinieri organizzandosi di conseguenza”. Andrea-Di-Maggio-2

L'indagine, che continua l'attività della Procura di Palermo nel contrasto al traffico di sostanze stupefacenti, non ha evidenziato collegamenti con la mafia. “Ci sono diversi indagati risultati collettori di grosse quantità di droga – ha detto il procuratore aggiunto Maurizio Scalia – che si servivano dei pusher per la distribuzione della droga sul territorio”. Tra gli arrestati, oltre ai pregiudicati, ci sono alcuni insospettabili ma anche piccoli spacciatori.

L'attività investigativa, durata un anno e mezzo, ha permesso di individuare una rete di fornitori, pusher e fiancheggiatori dello spaccio di droga operanti su Palermo, ma anche di fare luce su alcuni canali di approvvigionamento tra Palermo e la provincia. Inoltre sono stati evidenziati anche canali di approvvigionamento tra Palermo e le province di Ragusa e Trapani identificando tre spacciatori extracomunitari.

Nel corso dell'attività sono state arrestate 28 persone, 6 sono state deferite in stato di libertà e 21 segnalate alla Prefettura. Il personaggio più importante dell'attività di indagine è considerato Andrea Di Maggio. Sarebbe lui il rifornitore di numerosi spacciatori nel palermitano, nel trapanese e nel ragusano. “Di Maggio, che da molti suoi clienti veniva chiamato affettuosamente 'lo zio' - spiegano gli investigatori - ha permesso di fare luce su molti disoccupati e completamenti dediti allo spaccio di droga quale loro unica fonte di reddito fisso”.

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