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Domenica, 23 Giugno 2024
Cronaca

Maxi operazione antidroga nel Trapanese, tra i ventotto arrestati ci sono otto palermitani

Gli agenti delle squadra mobile hanno eseguito un'ordinanza del gip al culmine dell'inchiesta che ruotava attorno ai due gruppi, guidati da Giuseppe Felice Beninati e Giuseppe Salerno, che si occupavano dei rifornimenti e dello spaccio. Nel corso dell'attività, durata oltre 2 anni, sono stati sequestrati 35 chili di stupefacenti

Maxi operazione antidroga tra Trapani, Palermo, Reggio Calabria e Milano. Sono ventinove le persone arrestate dalla polizia su disposizione del giudice per le indagini preliminari nell’ambito dell’inchiesta denominata Acheron. Tra gli indagati finiti in manete ci sono i palermitani Cristian Balistrieri (30 anni, ai domiciliari), Antonino Beninati (42, in carcere), Francesco Beninati (39, in carcere), Giuseppe Beninati (34, in carcere), Pietro Paolo Marino (25, ai domiciliari), Vincenzo Mazzola (22, ai domiciliari), Maria Grazia Pirrotta (35, ai domiciliari) e Filippo Raccuglia (24, in carcere).

Gli altri indagati finiti in carcere sono Giuseppe Felice Beninati (25, di Erice), Leonardo Casano (40, di Marsala), Michael Criscenti (23, di Erice), Angelo D’Agostino (40, di Cinquefrondi, Reggio Calabria), Francesco Di Bartolo (47, di Trapani), Massimo Ferrara (42, di Erice), Filippo Giacalone (28, di Erice), Gianfranco Gianni (59, di Paceco), Vincenzo Gigante (35, di Trapani), Ottavio Monaco (36, di Erice), Francesco Ruggirello (22, di Erice), Giuseppe Salerno (32, di Erice), Carmelo Schifano (38, di Erice) e Antonino Tranchida (36, di Erice). Vanno ai domiciliari Alessio Castoro (33, di Alba, provincia di Cuneo), Irene Di Girolamo (33, di Erice), Domenico Mauro (35, di Erice), Giuseppa Prinzivalli (48, di Marsala), Leonardo Rubino (43, di Erice), Salvatore Tranchida (67, di Erice). Manca all’appello un altro indagato attualmente irreperibile.

Le indagini sono state avviate dopo l’operazione Reset con cui il gip, nel 2019, ha firmato un’ordinanza colpendo "diversi componenti della famiglia Beninati, egemone - si legge - nello spaccio di stupefacenti all'interno del quartiere trapanese ‘Bronx’". L’inchiesta ha "permesso di ricostruire - continua la nota - l'esistenza di due articolati sodalizi criminali, l'uno facente capo a Giuseppe Felice Beninati e l'altro a Giuseppe Salerno. Il primo, subentrato al padre Antonino, avvalendosi di un entourage composto da appartenenti dalla stessa compagine familiare e da fidati collaboratori, aveva organizzato più piazze di spaccio".

Giuseppe Salerno, figlio del già noto Carmelo, è considerato "esponente - si legge ancora nella nota firmata dal questore di Trapani, Salvatore La Rosa - della famiglia mafiosa pacecota, anch'egli indagato nello stesso procedimento ed attualmente in carcere, aveva invece organizzato una parallela associazione destinata all'approvvigionamento e allo stoccaggio dello stupefacente ed in particolare di cocaina, procurata attraverso stretti e costanti rapporti intessuti con i rosarnesi Angelo D’Agostino e Felice Gallizzi, vicini alla ndrina dei Pesce".

Del sodalizio guidato da Salerno avrebbe fatto parte anche Gianfranco Gianni, anch'egli condannato per associazione mafiosa, che oltre ad organizzare le raccolte di denaro finalizzate all'acquisto dello stupefacente, avrebbe effettuato diversi viaggi in Calabria insieme allo stesso Salerno. "La compagine associativa - spiegano gli investigatori - provvedeva a rifornire di cocaina l'organizzazione guidata da Beninati che, tuttavia, riusciva a procurarsi hashish e cocaina anche tramite il pregiudicato Massimo Ferrara e talvolta mediante rapporti diretti con i palermitani Filippo Raccuglia e Vincenzo Mazzola".

L'attività investigativa ha permesso anche di registrare una stretta collaborazione tra l'associazione criminale di Salerno e quella di Leonardo Casano, pluripregiudicato vicino alla famiglia mafiosa marsalese, finito in carcere a settembre scorso con l'operazione dei carabinieri Hesperia. L’indagato "a più riprese ha preso parte alla compravendita di ingenti quantitativi di cocaina destinata al mercato marsalese. Nel corso dell'attività investigativa sono stati eseguiti dieci arresti in flagranza nonché sequestrati circa 35 chili di hashish e 5 di cocaina. Le indagini hanno portato complessivamente alla denuncia di 49 soggetti".

L'esecuzione delle misure è avvenuta con l'ausilio degli operatori dei commissariati distaccati di Marsala, Mazara del Vallo, Castelvetrano e Alcamo, del personale appartenente al Gabinetto provinciale di polizia scientifica nonché con il supporto del Servizio polizia Scientifica, dei reparti Prevenzione crimine della Sicilia Occidentale ed Orientale nonché della Calabria meridionale. Sono stati impiegati, inoltre, due unità cinofile provenienti dalla Questura di Palermo e un elicottero del Reparto Volo di Palermo. Per alcuni degli indagati, già reclusi, la misura è stata notificata presso gli istituti di pena di Palermo Pagliarelli, Caltagirone, Milano Opera, Termini Imerese e Trapani.

"Contrastare le organizzazioni che gestiscono il lucroso traffico di sostanze stupefacenti e le piazze di spaccio è fondamentale per garantire la sicurezza e la legalità nelle nostre città. Ed è su questo fronte che magistratura e forze di polizia stanno agendo con determinazione e fermezza, fornendo risposte concrete alle comunità con una incessante azione tesa a rimuovere una delle principali cause che alimentano criminalità e degrado urbano", ha dichiarato il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi con riferimento alle tre diverse operazioni antidroga condotte dalla polizia nelle province di Trapani, Perugia e Salerno ed a quella della Guardia di finanza a Messina.

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