Le vite a perdere di spacciatori e clienti: "Noi stiamo in mezzo alla strada per i figli..."

Dall'inchiesta che ieri ha portato a 7 arresti emergono anche storie drammatiche di dipendenza. Un cocainomane indebitato si giustificava: "Mia moglie mi ha beccato e mi controlla, mi ha sequestrato pure il bancomat". Poi ha fatto i nomi dei suoi pusher ai carabinieri

"Noi stiamo in mezzo alla strada per i figli, capito?". Questo esclama in un'intercettazione uno dei presunti pusher arrestati ieri dai carabinieri, Luigi Cracchiolo. Sono vite a perdere quelle che emergono dall'inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Salvatore De Luca, sia quelle degli spacciatori che quelle dei clienti: tutti sempre a caccia di soldi. I primi per recuperare crediti, i secondi, divorati dalla dipendenza, per saldare i loro debiti. E dalle parole di uno degli acquirenti viene fuori che è addirittura controllato dalla moglie, che gli avrebbe sequestrato pure la carta del bancomat, nel tentativo disperato di ostacolare il suo vizio. E' lo stesso cliente peraltro che, fermato dai militari mentre guida contromano proprio per l'effetto della cocaina, in pochi minuti avrebbe poi indicato i nomi e i volti dei suoi fornitori.

La presunta banda smantellata ieri avrebbe spacciato di tutto, dall'hashish alla coca, tra la città e i comuni di Carini, Capaci ed Isola delle Femmine, usando non solo un particolare linguaggio per cercare di sviare le indagini, ma anche una tecnica di smercio "innovativa", che gli inquirenti definiscono "itinerante". Ovvero senza un pusher fermo per strada - cosa che appunto avrebbe potuto attirare l'attenzione dei carabinieri - ma invece sempre in movimento, dopo aver preso precisi accordi e appuntamenti con i clienti. In manette sono finiti, oltre a Cracchiolo, anche Seam D'Angelo, Antonio Lo Franco, Claudio Fanara, Emanuele D'Angelo, Emanuel Spalma e Vincenzo Taurone.

"Noi stiamo in mezzo alla strada per i figli"

Cracchiolo in un'intercettazione discute con un cliente che ritarda i pagamenti e che quindi crea problemi alla banda: "Io ti ho presentato come una persona seria - gli dice - allora già hai fatto brutta figura che quello mi ha detto che ti ha aspettato tre mesi e io ci resto male...". L'altro si giustifica: "Mi hanno pagato in ritardo, mi pagheranno adesso il 27, capito? Io sono una persona corretta... Io ho portato amici, altri amici, questi sono amici, capito?" e Cracchiolo rimarca: "Mi ascolti a me? E lui non te ne fa fare brutta figura e lo garantisco! Non appena glielo spiego, però quello che mi interessa è che io ti ho presentato come una persona seria e quello dobbiamo mantenere, perché noi stiamo in mezzo alla strada per i figli, capisci?", invitandolo quindi a saldare il suo debito.

"Non posso pagare, mia moglie mi controlla e mi ha tolto il bancomat"

In un'altra conversazione è Seam D'Angelo, a gennaio dell'anno scorso, a cercare di recuperare un credito. In un messaggio scrive al cliente: "Malgrado la mia educazione nei tuoi confronti tu mi stai trattando peggio di un porco, domani farò di tutto per trovarti". Il debitore rispondeva dopo ben 5 giorni: "Ciao, non riesco a chiamarti, come vedi mi tengono il cellulare sotto controllo, mio fratello mi ha beccato, è stata mia moglie a diglielo, ho il bancomat sequestrato, appena si calmano le acque ti faccio avere tutto".

"Mi devi mostrare buona volontà, prendi 100 euro..."

Non avendo altre notizie, dopo una settimana, il 30 gennaio dell'anno scorso, D'Angelo telefonava all'uomo, che subito si giustificava: "Io ti mandai il messaggio e ti spiegai la situazione, ascoltami: io sto cercando di sanare tutto per venire in fronte ai miei debiti, io non lascio a nessuno in tredici..." e D'Angelo: "Aspetta un minuto, nella vita chiunque si può ritrovare nei problemi, io mi ritrovo nei problemi ma li affronto tutti, non mi nascondo da nessuno... Se tu mi fai vedere la tua buona volontà, io sono con te, nel senso che prendi 100 euro, prendi 150 euro ed il prossimo mese ci rivediamo... Ma se tu mi abbandoni così io in qualche maniera questi soldi li devo recuperare perché non sono soldi miei. Se non vengo a casa tua è perché non ti voglio mettere in difficoltà con tua moglie, la tua bambina, tuo fratello e chiunque, però la tua difficoltà è diventata la mia. Io ti chiedo calorosamente ed amichevolmente, perché io ti rispetto e ti ho sempre rispettato, però mi devi far vedere almeno la tua buona volontà... Però me lo devi dimostrare, essere abbandonato così vedi che è bruttissimo".

Il cliente in debito spiegava nuovamente le sue difficoltà: "No, no, no, ti dico due cose: io non abbandono nessuno, come hai visto l'altra volta ha risposto mia moglie perché sono per ora molto bersagliato, siccome sono un ragazzo onesto e tu nei miei confronti sei stato non solo 100, ma 110 e lode, io ti avevo mandato il messaggio di avere un po' di pazienza che si stanno calmando le acque..." e D'Angelo: "Ma la pazienza io ce l'ho, però la pazienza quando io dico ad una persona 'entro venerdì della prossima settimana', dare un punto di riferimento..." e il cliente ribadiva: "Perché io non te li ho potuti dare, perché avevo il telefono sotto controllo, capito? Ho il telefono sotto controllo da mia moglie, guarda i numeri, le cose, infatti io ora cancello tutto... perché mia moglie mi ha beccato, gli ha raccontato tutto a mio fratello e mio fratello ha dato il bancomat a mia moglie...".

Il cliente fermato contromano dopo aver preso cocaina

Pochi giorni dopo, l'8 febbraio dell'anno scorso, all'1.30, lo stesso cliente veniva fermato dai carabinieri su una Ford Fiesta, mentre percorreva contromano il lungomare di Isola delle Femmine. L'uomo si era subito molto agitato, tanto da mettere in funzione senza motivo i tergicristalli. Avrebbe poi risposto ai militari con delle frasi insensate. Alla fine l'automobilista aveva ammesso di aver assunto cocaina (dato che veniva confermato dalle analisi compiute all'ospedale Cervello). Per lui era scattata una denuncia. Il 2 marzo i carabinieri lo avevano convocato e gli avevano mostrato delle fotografie, l'uomo aveva rapidamente riconosciuto ed indicato i suoi fornitori di droga.

"Questi sono i miei spacciatori..."

L'uomo aveva messo a verbale: "Questo è Luigi (Cracchiolo, ndr), mi riforniva in passato di cocaina 2/3 volte a settimana, in base alle mie richieste. Lo chiamavo per telefono e lui veniva a Isola per consegnarmi la droga. Io pagavo in contanti. Questo è avvenuto fino a ottobre/novembre del 2018. Sempre Luigi mi indirizzò poi verso un altro soggetto, Semmy (Seam D'Angelo, ndr), il quale fino ad un recente passato mi ha ceduto stupefacente". L'uomo ha poi riconosciuto anche "il biondo", ovvero Antonio Lo Franco, che "saltuariamente mi ha fornito droga che ordinavo a Semmy, quando questi non poteva raggiungermi a Isola". Infine ha indicato anche lo stesso D'Angelo: "Questo è Semmy, lo chiamavo e lui mi consegnava la cocaina. Purtroppo non sempre io avevo la disponibilità economica per poter pagare in contanti e a volte ritardavo. Ultimamente, a garanzia del debito, ho anche consegnato a Semmy la mia carta bancomat, senza indicargli il Pin. Nel momento in cui avessi avuto la disponibilità economica sulla carta, ero obbligato a incontrare Semmy e ad andare nel distributore di carburante per fare un pagamento. A volte lui riceveva contanti del distributore a fronte del mio pagamento, a volte invece effettuava il rifornimento di carburante". 

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