Coltivava marijuana nel capannone: gli arriva bolletta della luce da 484 mila euro

La vicenda vede come protagonista un ragazzo palermitano di 25 anni, volto noto alle forze dell'ordine, finito in manette lo scorso luglio a Pesaro per via della piantagione illegale e per il furto di energia elettrica

La piantagione scoperta dai carabinieri

Lo scorso luglio era stato arrestato in flagranza con l'accusa di coltivazione e produzione di sostanze stupefacenti e furto di energia elettrica dalle pubbliche forniture. Ma i guai - per un ragazzo palermitano di 25 anni (Giovanni F., volto noto alle forze dell'ordine) finito in manette a Pesaro - non sono finiti qua. Il giovane - come riporta il Resto del Carlino - si è infatti visto recapitare a casa dall’Enel una bolletta a dir poco "pesante": 484.161,27 euro. 

Il palermitano già da alcuni giorni prima dell'arresto era tenuto sotto osservazione. Era stato notato mentre si aggirava nella zona industriale tra alcuni capannoni apparentemente in disuso, con un atteggiamento sospetto. I carabinieri avevano dunque atteso che entrasse nel capannone per poi fare irruzione, scoprendo che la struttura era stata riconvertita a sito di produzione industriale di marijuana.

"All’interno, in un ambiente di circa 150 metri quadri, era stata realizzata una coltivazione intensiva di cannabis indica - hanno spiegato dall'Arma - la cui crescita e maturazione poteva essere tanto veloce quanto rigogliosa grazie ad uno speciale, sebbene artigianale, sistema di illuminazione, irrigazione e di riscaldamento, molto ben congeniato per creare nell’ambiente un microclima assolutamente efficace. Infatti, temperatura ed illuminazione ideali costantemente mantenute, erano idonee a far raggiungere le piante un’altezza adeguata in tempi brevi, favorendo anche la qualità dello stupefacente che ne veniva ricavato".

Dalla seguente ispezione del capannone i militari avevano trovato altri due locali, per 350 metri quadrati complessivi, adibiti a serra per la cannabis. Il giovane aveva fatto un investimento anche economico in climatizzatori, ventilatori e speciali lampade che componevano gli impianti asserviti alla coltivazione delle oltre 300 rigogliose piante di cannabis indica, che crescevano singolarmente in vasi. Le piante, di varia grandezza, avevano raggiunto stadi di crescita da 0,50 centimetri fino a un metro e mezzo. Dalla perquisione erano stati trovati 4,9 chili di marijuana già pronta per essere venduta, oltre a materiale vario per la cura, crescita, confezionamento dello stupefacente e anche gadget e materiale pubblicitario di siti di vendita di semenze. 

"In effetti - si legge sul Resto del Carlino - il palermitano era uno che di energia elettrica ne consumava tanta. Ma forse non così tanta. Perché per la sua piantagione di marijuana si è visto recapitare a casa dall’Enel una bolletta a dir poco "pesante": 484.161,27 euro. Il quasi mezzo milione di euro era il totale da pagare entro il 17 agosto scorso, per consumi che vanno da luglio 2015 al luglio 2020: e ovviamente al momento la bolletta è inevasa. Giovanni F. era stato arrestato nel luglio scorso dai carabinieri per via della piantagione illegale e per il furto di energia elettrica. Lui stesso ha infatti ammesso di essersi collegato, grazie a una certa pratica come elettricista, dal suo capannone ad un’altra utenza: quei fili volanti gli servivano appunto per alimentare la sua piantagione, che consumava molto, come capita in questi casi, perchè per "nutrire" bene le piante di luce e regalare loro la giusta umidità bisogna tenere lampade e ventilatori accesi 24 ore su 24. Ma, ragiona Giovanni F., – che anche grazie al suo legale, dopo un periodo di detenzione ora ha ottenuto gli arresti domiciliari e lavora – non da meritarsi quasi mezzo milione di euro di bolletta. Da dove esce quella cifra? Ancora non si sa. Di certo il suo legale, Defendini, ha già scritto una lettera al servizio elettrico nazionale, dicendo in sostanza questo: 'La bolletta che ci addebitate riguarda i consumi che vanno dal luglio 2015 al luglio 2020, ma il mio assistito ha attivato il contratto di locazione del capannone in questione solo dal primo di luglio del 2019, per una durata di 6 anni. E prima di quella data il capannone era nella disponibilità del proprietario, un pesarese'. 'Quindi – la conclusione del legale – noi dovremo pagare solo da quel 6 luglio 2019: i consumi precedenti non potete accollarli a lui'. E il Servizio elettrico nazionale ha risposto al legale dicendo di inviare la documentazione per attivare le opportune verifiche".

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