Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Droga da Argentina e Marocco, 15 condanne: tra gli imputati c'era pure Emanuele Burgio

Si chiude il troncone in abbreviato del processo nato dall'inchiesta "Green Finger" del 2019. Per l'accusa due bande avrebbero fatto arrivare grosse quantità di cocaina e "fumo" dall'estero per poi smerciarli in città. Nello stralcio in ordinario sotto accusa c'era anche il ragazzo ucciso alla Vucciria

Il frame di un'intercettazione dell'operazione "Green Finger"

La droga era chiamata "Versace" e nelle intercettazioni si parlava di "cavalli". Palermo sarebbe stata uno snodo fondamentale per lo smercio di cocaina importata dall'Argentina e di hashish acquistato in Marocco: a ottobre del 2019, con l'operazione "Green Finger" la squadra mobile smantellò due presunte bande di trafficanti. Ieri il gup Lirio Conti ha condannato quindici imputati al termine del processo che si è svolto con il rito abbreviato. Nello stralcio in ordinario era imputato anche Emanuele Burgio, il ragazzo ucciso a colpi di pistola in via dei Cassari, alla Vucciria, il 30 maggio.

Le intercettazioni e le rotte della cocaina | video

Il giudice ha sostanzialmente accolto le richieste del procuratore aggiunto Salvatore De Luca e del sostituto Francesca Dessì, che avevano coordinato l'indagine, partita nel 2015. Nello specifico, la pena più pesante - 20 anni di reclusione - è stata inflitta a Salvatore Drago Ferrante che, secondo l'accusa, nonostante fosse in quel periodo agli arresti domicilari, avrebbe gestito l'importazione di coca da Buenos Aires; 18 anni, 9 mesi e 10 giorni è la condanna per Tommaso Lo Verso; 18 anni e 10 mesi sono stati inflitti ad Agostino Giuffrè, 12 anni e 8 mesi a Giuseppe De Luca, 12 anni a Giuseppe Bronte, 10 anni 5 mesi e 10 giorni a Mohamed Essarrar, 8 anni e 8 mesi a Emiliano Pasimovich, 8 anni e 4 mesi a Giuseppe Faia, 8 anni a Giuseppe Giallombardo, 6 anni a Vincenzo Di Maio, 4 anni e 4 mesi a Pasquale Di Salvo, anche lui collaboratore di giustizia, 4 anni al collaboratore di giustizia Andrea Militello, 3 anni a Roberto Pasca, 2 anni e 20 giorni ad Alessandro Longo e un anno in continuazione con una precedente condanna a Leonardo Alfano.

Il gup ha comunque deciso di assolvere da alcuni capi d'imputazione Faia (difeso dagli avvocati Gioacchino Arcuri e Jessica Lipari), Di Salvo (assistito dall'avvocato Gloria Lupo), Drago Ferrante (difeso dall'avvocato Claudio Gallina Montana), Giallombardo (difeso dall'avvocato Raffaele Bonsignore), Lo Verso (difeso dall'avvocato Salvo Priola) e Pasimovich. Inoltre il giudice ha disposto l'immediata scarcerazione di Drago Ferrante, Faia e Lo Verso se non detenuti per altra causa.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l'hashish sarebbe arrivato da grossi fornitori marocchini e poi sarebbe stato stoccato in diversi magazzini del Nord Italia e infine consegnato a Palermo. In base alle stime della squadra mobile sarebbero arrivati in questo modo ben mille chili di "fumo" in città, di cui 700 erano stati sequestrati già durante le indagini.

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