rotate-mobile
Giovedì, 20 Gennaio 2022
Cronaca

L’inchiesta. Movida, "la 'Drink Card' spesso sinonimo di illegalità"

Il cartoncino che viene consegnato all'ingresso di molti locali dovrebbe essere sostituito alla cassa con uno scontrino. Ma la maggior parte delle volte non avviene. La finanza conferma: "Spesso uso distorto, segnalate gli abusi al 117"

Quante volte vi è capitato a Palermo di entrare in un locale dove all’ingresso consegnano la cosiddetta “Drink card”? Si tratta di un normale cartoncino, più o meno colorato, che viene dato per “comprare” l’accesso. La si presenta alla cassa, si paga la “consumazione” e viene rilasciato il ticket che dimostra l’avvenuto pagamento. Una pratica legale – spiegano dalla Finanza – che però troppo spesso porta con sé un carico d’illegalità non indifferente.

Perché capita che la “Drink card” non sia accompagnata dallo scontrino, ma il più delle volte da un cartoncino con su scritto “uscita” o da un timbro nella mano. Che a fine serata permette di uscire dal locale. Insomma: è come se il cliente pagasse l’ingresso, ma il titolare del locale non pagasse le tasse sulla somma ricevuta. La drink card ha un costo che va dai 3 euro, fino ai 15 o anche ai 25 euro se si tratta di discoteche “in” della città.
In queste ultime due settimane la guardia di finanza ha effettuato controlli a tappeto tra i locali della movida, riscontrando numerose illegalità e verificando anche il corretto uso della “Drink card”. Sull’argomento abbiamo intervistato il capitano Biagio Giardina, capo ufficio operazioni del comando provinciale delle Fiamme gialle.

La guardia di finanza è a conoscenza del fenomeno drink card?
“Certo. L’attività di controllo viene effettuata regolarmente. La drink card è un documento il cui utilizzo è comunque previsto dalla legge che stabilisce comunque che ogni movimento di denaro sia registrato e tassato a seconda dei canoni. Ci sono diversi tipi di ingressi a pagamento: biglietto con consumazione, biglietto senza consumazione, quello con consumazione obbligatoria o facoltativa e ancora l’ingresso libero con consumazione obbligatoria e quello libero con consumazione facoltativa. Poi ci sono due grandi categorie: spettacoli e intrattenimenti. Fiscalmente sono categorie molto diverse. Lo spettacolo prevede che il cliente partecipi in modo passivo come a teatro o allo stadio. L’intrattenimento prevede invece un ruolo attivo del cliente. Chiaramente l’intrattenimento consta di una tassazione maggiore.

Ma allora la "Drink card" è legale o no?
“E’ legale. Ciò che è illegale è l’uso distorto che spesso se ne fa. Se si consuma, ad esempio, e non viene rilasciato lo scontrino. Se si paga l’ingresso in un locale e non viene rilasciato alcun riscontro fiscale”.

Dunque la certezza sta tutta nello scontrino?
“Proprio così. Lo scontrino è una garanzia di legalità”.

Alcuni giovani hanno segnalato alla redazione di aver avuto discussioni con i buttafuori perché non avevano acquistato la consumazione obbligatoria all’interno del locale? E’ possibile questa sorta di “sequestro”?
“Bisogna vedere quali sono i patti all’ingresso del locale. Certamente il sequestro non è possibile ma è necessario pagare l’intrattenimento al locale di cui comunque il cliente fruisce. Non si può entrare in un bar, bere il caffè e andare via senza pagare”.

A chi è possibile segnalare abusi e/o illegalità?
“C’è un numero di pubblica utilità 117. Ogni cittadino può chiamarlo in ogni momento perché è attivo 24 su 24”.
 

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

L’inchiesta. Movida, "la 'Drink Card' spesso sinonimo di illegalità"

PalermoToday è in caricamento