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Mercoledì, 8 Febbraio 2023
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"Non sono ammessi parenti": anziana sparisce dal pronto soccorso del Civico, trovata in strada dopo ore di angoscia

La donna, affetta da demenza senile, era stata accompagnata in ospedale dalla figlia dopo una caduta in casa. Dopo l'ingresso, che sarebbe stato negato invece alla familiare, la paziente è riuscita ad allontanarsi. Prevista un'indagine interna per ascoltare il personale e capire cosa sia successo

Era andata al pronto soccorso, accompagnata dalla figlia visti i problemi di demenza senile di cui soffre, e qualche ora dopo aver superato il triage è scomparsa nel nulla. Sono state ore d'angoscia quelle vissute ieri dai familiari di una donna arrivata del Civico intorno alle 14, "sparita" presumibilmente intorno alle 18 e ritrovata dalla polizia alle 22.30 lontano dalle mura dell'ospedale. "E' inammissibile che un'anziana, con i problemi che ha e che abbiamo rappresentato ai sanitari al momento dell'ingresso, non rimanga sotto la custodia degli operatori", dice a PalermoToday la figlia che ha presentato denuncia al commissariato di polizia.

A ricostruire la vicenda è la figlia della donna, portata al pronto soccorso per accertamenti dopo una caduta in casa a seguito della quale aveva riportato un trauma a un polso. "Faccio presente - spiega - che mia madre è affetta da demenza senile, documentata da uno specialista. Pertanto abbiamo chiesto al personale, dopo aver fatto un tampone per il Covid, di poter accompagnare mia mamma all'interno della struttura in attesa che venisse visitata. Questa richiesta è stata negata per ben tre volte". A quel punto la figlia si sarebbe arresa e avrebbe affidato l'anziana donna alle cure dei sanitari in attesa di ricevere da loro aggiornamenti.

Aggiornamenti che sono arrivati verso le 18: "Siamo stati contattati dal medico - aggiunge la figlia - il quale ci ha comunicato che mia madre era sparita dal pronto soccorso. Non ci è stata data alcuna spiegazione plausibile, nessuna forma d'aiuto. Abbiamo pure chiesto, inutilmente, di vedere le telecamere di videosorveglianza ma ci è stato negato". Dopo qualche ora però i familiari e i sanitari hanno però potuto tirare un sospiro di sollievo. "Fortunatamente è stata ritrovata alle 22.38 da una pattuglia di polizia dalle parti di via Monfenera, quindi all'esterno dell'ospedale. Credo che un fatto del genere non vada sottovalutato, certe cose non devono accadere".

Una volta rientrato l'allarme, la direzione ospedaliera dovrà cercare di ricostruire la vicenda e valutare se e come procedere. Con ogni probabilità verrà richiesto un audit - una sorta di indagine interna - affinché infermieri, medici e guardie giurate possano fornire tutte le indicazioni utili per chiarire cosa sia successo, verificare se conoscano le procedure previste e se le abbiano applicate correttamente. Bisognerà poi capire perché non sia stato consentito l'accesso alla figlia, che avrebbe rappresentato le condizioni di salute dell'anziana madre, affetta da problemi neurologici ma perfettamente "in condizione" dal punto di vista motorio.

Non aveva avuto purtroppo lo stesso lieto fine la vicenda che ha riguardato Vincenzo D'Uscio, 86 anni, travolto e ucciso dopo essersi allontanato dall'ospedale in una strada della Favorita. L'anziano, secondo quanto ricostruito dai familiari solo dopo la constatazione del decesso, era andato in ospedale, il 22 ottobre, per alcuni esami. Terminata una prima Tac, l'uomo avrebbe dovuto ripetere l'accertamento dopo 24 ore. I sanitari avevano iniziato a cercarlo sino a quando non è arrivata una telefonata al pronto soccorso dell'ospedale di piazza Salerno: "E' stato ritrovato il signor D’Uscio, è stato investito". I familiari hanno sporto denuncia ed è stata aperta un'inchiesta in Procura per fare luce sull'accaduto.

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