Marito morto per il Coronavirus e lei positiva, vigili del fuoco la liberano dai rifiuti

Dal decesso dell'uomo e dopo l'esito del tampone, la donna non aveva potuto più muoversi da casa neanche per gettare l'immondizia. Poi l'appello disperato del figlio a PalermoToday e l'intervento in zona via Trabucco del Nucleo Ncbr che sanificherà scale, androne e altri spazi comuni

Una squadra del Nucleo Ncbr dei vigili del fuoco

Prima verranno rimossi i rifiuti che accumulati in casa sua dopo oltre 15 giorni, poi verranno sanificati gli spazi comuni, le scale, l’androne e tutti gli spazi attraversati dal tragitto che faranno i sacchetti dell'immondizia fino al furgone del 115. Una squadra del nucleo Ncbr dei vigili del fuoco è intervenuta questa mattina nella zona di via Trabucco per liberare una donna, vedova proprio a causa del Coronavirus, dai rifiuti che rischiavano di sommergerla. Negli scorsi giorni è stata firmata una delibera, sulla scorta dell’ordinanza del presidente Musumeci del 27 marzo scorso, che affida il servizio di ritiro di rifiuti speciali di tipo ospedaliero all’Azienda sanitaria provinciale.

L'intervento dei vigili del fuoo | VIDEO

A lanciare l’appello qualche giorno fa alla redazione di PalermoToday era stato il figlio: “Mio padre è deceduto a causa del Coronavirus nonostante non avesse alcuna patologia. Mia madre si trova in isolamento, le hanno fatto il tampone ed è risultata positiva e dal 31 sono scattati i 15 giorni di isolamento obbligatorio. Si trova da sola e i rifiuti organici sono ormai in avanzato stato di decomposizione. Ho chiamato chiunque  ma ognuno - raccontava - mi dice che non è di loro competenza e non mi aiutano”. Dopo un lungo giro di telefonate e pec l’uomo non aveva avuto risposta. Poi l'ultimo tentativo, ieri, telefonando ai vigili del fuoco che hanno raccolto subito la sua richiesta di aiuto.

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La situazione finalmente si è così sbloccata e la squadra del 115 sta provvedendo alla rimozione dei rifiuti contaminati che si trovano nell'abitazione della madre, esposta a rischi e costretta a convivere con una puzza insopportabile. “Mi hanno chiamato proprio questa mattina per darmi questa notizia". A sbloccarsi recentemente sono state anche le procedure per sottoporre a tampone rinofaringeo i tanti palermitani rientrati dal Nord Italia e dall’estero che hanno dovuto attendere indicazioni dall’Asp. Per ridurre i rischi di contagio ciascuno di loro ha dovuto raggiungere le strutture dell’Asp per farsi controllare a bordo della propria auto e tornare a casa ad attendere i risultati.

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