Cronaca

Morta dopo l’aborto al Cervello, indagati sette medici

Interrotta l'autopsia per dare loro la possibilità di nominare un consulente di parte. Dovranno difendersi dall'accusa di omicidio colposo. Maria Grazia Li Vigni sarebbe deceduta per un problema cardio-vascolare

Potrebbe essere stata causata da un errore dei medici la morte di Maria Grazia Li Vigni, la palermitana di 32 anni deceduta il 6 gennaio dopo una serie di controlli effettuati all'ospedale Cervello. Il sospetto di una responsabilità dei sanitari, emerso durante l'autopsia, ha indotto l'anatomopatologo incaricato dal pm, che sul caso ha aperto un'indagine, a interrompere l'esame per dare la possibilità ai sanitari che verranno iscritti nel registro degli indagati per omicidio colposo di nominare un consulente di parte che possa partecipare agli accertamenti autoptici che sono atti irripetibili. Secondo quanto emerso dall'esame autoptico, un problema cardio-vascolare avrebbe portato alla morte della donna.

Il procuratore aggiunto Maurizio Scalia, che coordina l'inchiesta, ha iscritto nel registro degli indagati 7 medici. Tutti dell'ospedale Cervello. Quattro di loro prestano servizio nel pronto soccorso, uno nel reparto di cardiologia, gli altri due in pneumologia. L'autopsia proseguirà oggi pomeriggio alla presenza dei legali nominati dai medici indagati.

La donna il 5 dicembre è stata sottoposta al cesareo per l'espulsione del feto morto di cui era incinta da 33 settimane. Dopo 5 giorni dalle dimissioni è tornata al pronto soccorso lamentando dolori al petto. Dimessa dopo una serie di esami con diagnosi negative è tornata al nosocomio il 27, quando le è stato trovato un versamento polmonare. I medici le hanno prescritto una cura e l'hanno fatta tornare a casa. Il 6 la morte improvvisa e la denuncia del marito. (fonte Ansa)

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