Villa Sofia, positiva al tampone dopo la morte: contagiate pure tre pazienti e un'infermiera

Dopo il decesso di una 72enne, ricoverata per un'ernia al disco, i familiari hanno sporto denuncia ipotizzando un caso di malasanità. Intanto sale a 4 il numero dei casi di Covid-19 nel reparto di Neurochirurgia: negativi gli altri tamponi eseguiti tra degenti e personale

(foto archivio)

Oltre alla donna di 72 anni morta a Villa Sofia e risultata contagiata dal virus, come accertato tramite tampone post mortem, positive anche le sue tre compagne di stanza e un’infermiera. Sale per il momento quindi a 4 il numero dei casi di Covid-19 registrati all’interno del reparto di Neurochirurgia dell’ospedale di piazza Salerno. La prima tranche di accertamenti eseguiti tra il personale e i pazienti infatti escluderebbe ulteriori contagi ma i tamponi, secondo i protocolli, saranno ripetuti al termine del periodo previsto di 72 ore.

La catena di contagi sarebbe riconducibile alla 72enne deceduta alle prime ore del mattino di sabato scorso, anche se non è possibile stabilire che sia lei il primo "anello". "La paziente - ricostruiscono da Villa Sofia - era stata ricoverata il 2 settembre presso il reparto di Neurochirurgia dopo l’esecuzione di due tamponi che avevano dato esito negativo. Il primo tampone era stato eseguito in data 27 agosto, con esito negativo. Il secondo tampone era stato eseguito in data 1 settembre con conferma della negatività. Dopo l’ecocardio la paziente veniva quindi ricoverata il 2 settembre".

Superata questa fase la donna sarebbe stata sottoposta a un intervento chirurgico per un’ernia al disco che sarebbe stata seguita da un’improvvisa asistolia. Quindi il trasferimento nell’unità operativa di Neurorianimazione. "Per la valutazione del quadro cardiologico - aggiungono dall’ospedale - la paziente è stata trasferita nell’Unità di terapia intensiva cardiologica dove, a causa di un nuovo arresto è deceduta in data 12 settembre". Solo allora un ulteriore tampone, eseguito in occasione del prelievo delle cornee, ha evidenziato il possibile contagio da Covid-19.

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Stabilire se la donna fosse entrata in contatto con il virus prima o dopo il ricovero non sarà semplice. "I casi di pazienti che si ‘positivizzano’ dopo i primi tamponi sono all’ordine del giorno per via del naturale periodo d’incubazione", precisano da Villa Sofia. Nelle ore successive al decesso i familiari della donna hanno sporto denuncia contro la struttura ospedaliera ipotizzando un caso di malasanità. Le forze dell’ordine hanno proceduto, su disposizione dell’autorità giudiziaria, a sequestrare le cartelle cliniche.

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