Donna di 52 anni muore al Policlinico, tensione in ospedale: familiari sporgono denuncia

Maria Finocchio è deceduta nella notte tra l’11 e il 12 febbraio. La donna, che soffriva da aprile 2019 per una ulcera sanguinosa, era stata ricoverata qualche giorno prima e sottoposta a esami. Sequestrata la cartella clinica. Disposta l’autopsia

Il pronto soccorso dell'ospedale Policlinico

Si è spenta in un letto d’ospedale tra “atroci sofferenze” e dopo alcuni giorni di ricovero durante i quali, denunciano i parenti, i medici avrebbero sottovalutato le sue condizioni cliniche. La 52enne Maria Finocchio è deceduta nella notte fra l’11 e il 12 febbraio scorsi all’ospedale Policlinico, nel reparto di Chirurgia d’urgenza. Una tragedia cui sono seguiti momenti di tensione in corsia: “Noi eravamo lì quella notte, io e mio nipote, suo figlio. Mia cognata è stata lasciata a morire. Per me - dice Antonina De Pasquale - era come una sorella”. La notte stessa il marito, arrivato di corsa dalla pasticceria in cui lavora, ha sporto denuncia alla polizia che ha già proceduto con il sequestro delle cartelle cliniche.

A ricostruire la storia è il marito nella denuncia presentata in commissariato. Maria Finocchio da aprile 2019 soffriva di ulcera duodenale sanguinosa. “Per tale motivo - scrive l’uomo - è stata sottoposta a tre interventi chirurgici al Policlinico e ricoverata in Chirurgia d’urgenza. Tra un intervento e l’altro mia moglie veniva regolarmente dimessa e mandata a casa ma sempre alcuni giorni dopo, accusando forti dolori all’addome, era costretta a ritornare in ospedale dove subiva ulteriori ricoveri con trattamento chirurgico”. In quell’occasione, aggiunge, la donna è andata in sala operatoria per avere iniettato un medicinale antiulcera direttamente nel duodeno tramite una sonda introdotta nell’arteria femorale. E anche dopo l’ultima operazione la 52enne era tornata a casa. 

maria finocchio morta policlinico-2“Per 9 mesi non ha avuto particolari problemi. Sembrava stare meglio - racconta la cognata - e non le è stato prescritto alcun farmaco”. Domenica scorsa Maria Finocchio ha iniziato nuovamente ad accusare forti dolori allo stomaco che hanno reso necessario un passaggio al pronto soccorso: “Le hanno attribuito il codice verde e dopo il controllo dei medici al triage questi decidevano per il ricovero. Lo stesso giorno è stata sottoposta a una Tac che non ha evidenziato anomalie - denuncia ancora il marito - come riferito dai sanitari”. Così come l’endoscopia e gli ulteriori esami eseguiti il giorno successivo. Martedì la situazione è lentamente precipitata.

“Mia moglie inizia ad accusare ancora i forti dolori addominali che l’hanno portato al ricovero e per quanto mi è dato sapere - si legge nella denuncia - le hanno solo somministrato alcuni farmaci per lenire i dolori senza però riuscirvi”. Quella notte in ospedale c’erano la cognata della signora Finocchio e il figlio di 21 anni. “Siamo tornati perché ci era stato detto che stava male - aggiunge la cognata - ed effettivamente aveva un colorito strano, sudava freddo. I medici si sono occupati dell’emergenza di un’altra donna ricoverata nello stesso reparto, ma io da uno spiraglio della porta vedevo che mia cognata non stava bene. L’ho detto ai medici ma non hanno fatto nulla per lei, l’hanno lasciata morire. Avrei voluto spaccare tutto, nessuno ci restituirà la sua presenza e il suo amore”.

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Dopo la denuncia presentata in commissariato per l’ipotesi di reato di omicidio colposo il pubblico ministero di turno, la dottoressa Anna Battaglia, ha disposto l’autopsia che sarà eseguita al Policlinico e alla quale parteciperanno anche i medici legali nominati dalla famiglia. Dalla direzione sanitaria del Policlinico fanno sapere di essere vicini al dolore della famiglia, preferendo però non rilasciare alcuna dichiarazione e rispettare il silenzio necessario durante questa prima fase d indagini.

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