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Morta dopo un intervento a Roma, familiari citano ospedale per danni

La vittima è una donna palermitana di 57 anni, Donatella Pellegrino, che ha perso la vita lo scorso agosto dopo un intervento al surrene eseguito all’istituto Regina Elena. Il fratello: “Non ci fidavamo della sanità siciliana...”

I familiari di una donna palermitana, morta lo scorso agosto dopo un intervento chirurgico al surrene, hanno presentato un atto di citazione al Tribunale di Roma per chiedere un risarcimento danni all'istituto nazionale tumori Regina Elena. La vittima è Donatella Pellegrino, 57 anni, e lavorava all'Inps.

“Conoscevamo la struttura - dice Ignazio Pellegrino, fratello della donna - ci fidavamo di quei medici, anche perché dal momento che in Sicilia si sente spesso parlare di casi di malasanità, pensavamo di essere più sicuri lì. Mia sorella era andata a Roma per un problema alle corde vocali, ma durante i controlli è emersa una complicazione alla ghiandola surrenale, i medici ci dissero che era necessario operare immediatamente”.

Il fratello racconta che dopo l'intervento, lo scorso febbraio, la sorella "ha lamentato dei dolori". "Abbiamo chiesto un intervento del personale medico - sostiene - ma per tutta la notte siamo rimasti ad aspettare invano. Il primo controllo è stato fatto intorno a mezzogiorno del giorno successivo, ed è stata accertata una emorragia alla milza. E' stato deciso un secondo intervento di urgenza, con una tracheotomia, e da lì è iniziato un vero e proprio calvario: cinque mesi e mezzo di terapia intensiva, dialisi, trasfusioni, e l'ultimo mese trascorso presso un'altra struttura sanitaria di Roma. Ma è stato tutto inutile". La donna è morta il 4 agosto 2012: 173 giorni dopo l'intervento.

"Oggi provo dolore e rabbia - afferma il fratello - mia sorella da quella notte ha cominciato un percorso che l'ha portata a subire mille sofferenze. Sento parlare di molta gente alla quale viene asportata la milza e continua ad avere una vita quasi normale: magari se si fosse intervenuti subito, quella notte...". L'avvocato Marco Favarò, legale della famiglia Pellegrino, aggiunge: "Abbiamo notificato la richiesta di risarcimento sulla base di una relazione del nostro medico legale: a nostro parere si configura una condotta negligente, imprudente ed imperita posta in essere dall'equipe medica nell'esecuzione dell'intervento, ma anche una carente assistenza prestata dai sanitari dell'istituto". (Ansa)

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