Scuola Don Bosco Ranchibile ancora ferma: “Noi siamo invisibili per questo governo”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

La “Scuola don Bosco Ranchibile” di Palermo, nei giorni 20 e 21 dedicherà le ore riservate alla didattica a distanza ad un dibattito formativo con allievi e genitori per aderire alla “protesta” sollecitata dalla presidenza Usmi, Madre Yvonne Reungoat e dal presidente della Cism, padre Luigi Gaetani. Le riflessioni e gli approfondimenti riguarderanno il ciclone che in questi ultimi mesi si è abbattuto sulle scuole paritarie. Non ultimo il decreto “Rilancio” in cui le scuole paritarie, ad eccezione della scuola per l’Infanzia, risultano “invisibili”. Lo Stato esige dalle scuole paritarie in maniera di adeguamento delle strutture, pagamento di tasse, e quant’altro, ma rimane spettatore di un’arena che si dissanguina a scapito della formazione e dell’istruzione.

Per questo la scuola è in linea con le indicazioni Usmi e Cism. La Scuola don Bosco quale scuola paritaria, quotidianamente, è impegnata in questa formazione integrale per formare persone propositive e profetiche, ma rema da sola. Per tanto tempo, pur consapevole del proprio contributo per l’educazione di onesti e buoni cittadini, è stata ritenuta un’appendice della formazione ed istruzione ma è consapevole che “non è più il tempo del silenzio”, come scrivono i presidenti Usmi e Cism nel Comunicato stampa del 16 aprile 2020. Ci chiediamo quindi come mai non ci è permesso dallo Stato di concretizzare le finalità educative e culturali dato che ci ritengono, e lo sottolineiamo, un’appendice alla cultura, malgrado tanti uomini e donne della politica abbiano conseguito i loro studi presso le scuole paritarie; nonostante un personale docente valido ed abilitato.

Verrebbe da pensare che lo Stato in una forma diplomatica, volesse far fuori le scuole paritarie. Cadrebbe così nel razzismo e nella dittatura perché verrebbe a mancare la pluralità della scelta. A questo punto chiediamo parità di diritti così come c’è parità di doveri. E quanto richiesto dalla presidenza delle religiose e dei religiosi non è la richiesta di favoritismi ma del diritto ad esistere dignitosamente in uno Stato che non ha figli e figliastri.

Domenico Saraniti Direttore “Scuola don Bosco Ranchibile” Palermo Maria Trigila Docente di Lettere e giornalismo https://youtu.be/Kc4bMAVnLac

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