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L'ordinanza del sindaco

Riparte la stagione dei tuffi a Palermo, ma in 17 chilometri di costa su 30 c'è il divieto di balneazione

Non ci si potrà immergere nelle acque di oltre la metà del litorale: 8 chilometri sono off limits per inquinamento, 9 chilometri per porti e aree industriali. Resta un miraggio l'utilizzo della Costa Sud, da Sant'Erasmo ad Acqua dei Corsari

Il primo maggio parte la stagione balneare, ma la costa di Palermo rimane azzoppata dai divieti. Sono quasi 8 i chilometri di litorale banditi per inquinamento, che diventano all'incirca 17 chilometri se si considerano anche le aree portuali e industriali. Praticamente in più della metà del waterfront del capoluogo siciliano, che misura una trentina di chilometri, è vietato fare il bagno.

Nulla di nuovo sotto il sole - è il caso di dirlo - perché i divieti indicati nell'ordinanza dello scorso 20 aprile 2023, proposta dal dirigente Ufficio Igiene e Sanità Marina Pennisi, condivisa e firmata dal sindaco Roberto Lagalla, sono gli stessi della scorsa estate. Ma ciò vuol dire che un altro anno è passato a vuoto e tornare a immergersi nelle acque della Costa Sud, quella che va da Sant'Erasmo ad Acqua dei Corsari, è ancora un miraggio.

I divieti di balneazione a Palermo

Nel provvedimento del sindaco, i divieti sono suddivisi fra tratti di mare e di costa non adibiti alla balneazione "per inquinamento" e "per altri motivi (aree portuali e industriali)". Nella prima categoria rientrano: 400 metri della spiaggia di Vergine Maria, 250 metri a Barcarello, 300 metri a ovest dello sbocco del ferro di cavallo Locamare, a Mondello. Poi c'è appunto l'intera Costa Sud: 3.700 metri dalla fine del porto di Sant'Erasmo all'inizio del porto della Bandita, 2.500 metri dalla fine del porto della Bandita al lido Olimpo e, infine, 760 metri dello stesso lido Olimpo, praticamente ultimo avamposto del territorio del comune di Palermo, prima dell'inizio della costa appartenente a Ficarazzi.

Per quanto riguarda i divieti di balneazione, imposti anche per motivi di sicurezza, dalla presenza di porti e industrie, ci sono i 700 metri del molo di Sferracavallo, i 250 metri di Fossa del Gallo, i 200 metri del porticciolo di Mondello e i 500 metri del porto dell'Addaura.Sono inoltre off limits i 6.950 metri tra il porticciolo di Vergine Maria e Sant'Erasmo, compreso naturalmente il porto di Palermo, e i 200 metri del porto della Bandita.

Il miraggio di un bagno nella Costa Sud

Resta, dunque, un sogno tornare ai fasti del passato per il litorale dove un tempo sorgevano i mitici Bagni Virzì e i Bagni Italia. A Romagnolo e dintorni si potrà sostare soltanto per la tintarella. Sempre che le condizioni igieniche delle spiagge lo consentano. E' di un mese fa uno dei più recenti appelli al recupero della Costa Sud fatto da 16 Rotary club che hanno chiesto al Comune di conoscere il cronoprogramma degli interventi e dell'impiego delle risorse Pnrr. Sì, perché anche dal Piano nazionale di ripresa e resilienza passa la rinascita di quella parte di litorale palermitana dimenticata. Tra i progetti che potrebbero restituire dignità alla costa e quello specchio di mare alla città (e perché no anche ai turisti) ci sono la riqualificazione del porto e del lungomare della Bandita, la realizzazione del parco a mare dello Sperone e, infine, un intervento per la fruzione sicura e sostenibile della foce del fiume Oreto. Sono 53 i milioni di euro stanziati complessivamente dal Pnrr per tutte le opere citate che - se realizzate - dovranno essere completate entro il 30 giugno 2026.

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