Abusi edilizi, il gip dissequestra la palestra Virgin: "Non c'è il rischio di crollo"

La struttura di via Ventura resta tuttavia chiusa a causa delle norme di contrasto alla diffusione del Covid. Secondo il giudice però per realizzare l'impianto sarebbe comunque servito il permesso di costruire e il pagamento di circa 60 mila euro di oneri

La palestra Virgin al momento del sequestro

Dissequestrato l'immobile di via Ventura in cui si trova la palestra Virgin, che resta comunque chiusa per via delle disposizioni dell'ultimo Dpcm per contrastare la diffusione del Coronavirus. La decisione è del gip Fabio Pilato, che ha accolto in gran parte le tesi dell'avvocato Sergio Monaco, che assiste Filippo Basile, titolare della società proprietaria dell'immobile, e l'esito di alcune consulenze presentate dal legale. Il procuratore aggiunto Sergio Demontis ed il sostituto Andrea Fusco, che coordinano l'indagine, avevano espresso parere contrario.

Per il giudice sarebbe stato comunque necessario il permesso di costruire per realizzare i lavori nell'immobile e il conseguente pagamento di oneri per quasi 60 mila euro, che invece non sarebbero stati versati, esattamente come sostiene l'accusa, ma non sussisterebbe invece il pericolo di crollo. La struttura, dunque, sarebbe del tutto sicura.

Secondo gli inquirenti, nella fase di ristrutturazione del palazzo sarebbero stati commessi una serie di abusi edilizi, realizzando un intero piano in più di circa 630 metri quadri e in violazione delle norme antisismiche. Per la difesa, invece, che ha depositato le relazioni di due consulenti, tutto sarebbe stato fatto a norma.

Per la vicenda sono indagati il dirigente responsabile dello Sportello unico delle Attività produttive del Comune, Giuseppe Monteleone (rinviato a giudizio pochi giorni fa nell'ambito del processo nato dall'inchiesta "Giano Bifronte" sulla presunta cricca all'Edilizia privata), i due impiegati pubblici che hanno istruito la pratica per i lavori di ristrutturazione, Antonino Zanca e Sergio Marinaro, ma anche Basile, amministratore della "Euroleasing Company Spa" (la società proprietaria dell'immobile) e committente dei lavori, Antonino La Duca, progettista e direttore dei lavori, e Tommaso Castagna, difeso dagli avvocati Francesca Russo e Noemi Castagna, che li ha eseguiti.

Il commento della società sul dissequestro

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