Cronaca

Movida, guerra al Comune: pronto il ricorso al Tar contro l’ordinanza

Una decina di imprenditori si sono uniti e faranno opposizione per ottenere che venga annullata la regola che obbliga le discoteche a chiudere all'una di notte quasi ogni attività d'intrattenimento. Cilano: "Si è equiparata la musica da discoteca a quella di pub e ristoranti"

I titolari delle discoteche della città si preparano ad un’altra battaglia contro l’ordinanza del Comune che regola la movida. Un’ordinanza che impone la chiusura delle discoteche all’una di notte e che viene definita “assurda” dagli imprenditori del settore che si sono già organizzati per fare ricorso al Tar.

“Siamo in grande difficoltà – spiega Alessandro Cilano dell’Ombelico del mondo -. Si è equiparata la musica da discoteca a quella di pub e ristoranti. L’ordinanza vieta tutto quello che concerne l’attività di intrattenimento dall’una in poi. Una mentalità assolutamente sbagliata quella di chi ha pensato questa regolamentazione perché è giusto salvaguardare il sonno dei residenti ma è sbagliato equiparare la zona cimiteriale di Sant’Orsola a Mondello, Cala, Barcarello o Foro Italico località turistiche dove non c’è una funzione residenziale e quindi dove questa ordinanza non è applicabile”.

La protesta di Cilano continua con dei paragoni eloquenti: “A Catania le discoteche chiudono alle 4. A Isola e Cefalù alle 3. Mentre a Palermo ci sono zone dove movida si traduce in vendita di cibi e bevande senza alcuna certificazione, senza controlli sanitari e dove regna la totale anarchia”.

Insieme a Ombelico del mondo faranno ricorso anche Baia del Corallo, Terrazze dei Candelai, Moro, Playa Bonita, Baia, Cala Levante, Terrazze del Charleston, Costa Ponente e Country. Tutti insieme si sono affidati all’avvocato Aldo Spatafora che presenterà un decreto cautelare dato dal danno economico immediato dovuto al cambio di regole e una richiesta di sospensiva.

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