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Cronaca Bagheria

“Tesori” tra degrado e abusivismo: la foce dell’Eleuterio muore tra i rifiuti

Il tratto di costa tra Aspra e Ficarazzi è da tempo una discarica dove regna l'anarchia. Pochi mesi fa qualcuno ha pensato di deviare il corso del fiume con le ruspe distruggendo il microambiente acquatico che si stava creando

E' il trionfo del degrado che inghiotte la natura. La vittoria degli abusi su un territorio che arranca. L’esatto contrario di ciò che dovrebbe fare una seria politica ambientale per la tutela del territorio. Lo spettacolo triste a cui si assiste alla foce del fiume Eleuterio, tra la borgata di Aspra e Ficarazzi, ha poco a che vedere con quei “tesori” che i palermitani stanno ammirando in questi weekend di ottobre.

La passeggiata, organizzata dal Wwf Sicilia nord occidentale, è stata inserita nel circuito “Le vie dei tesori” per il pregio naturalistico del luogo. Un ambiente naturale tipico delle foci fluviali, habitat ideale di numerose specie di uccelli. Ma giunti sul posto, alla bellezza di folaghe, aironi e gallinelle d’acqua, ha fatto da contraltare la scena stridente di una discarica a cielo aperto. Già sulla stradina sterrata che scende alla foce gli sfabbricidi la fanno da padrone: cumuli di eternit, sanitari e calcinacci danno il benvenuto ai visitatori. Poi è un susseguirsi impietoso di copertoni, cisterne, mobili, scarpe, residui di elettrodomestici e pacchi di cemento ancora integri. Complici le mareggiate, la spiaggia sembra avere più bottiglie di plastica che sabbia e i cumuli di rifiuti sono ovunque.

Degrado alla foce del fiume Eleuterio

La foce dell’Eleuterio è una terra di nessuno dove regna l’anarchia e l’abusivismo. Purtroppo non è una novità. A fine maggio, addirittura, forse per attutire gli odori degli scarichi a mare, qualcuno ha pensato di deviare la foce del fiume con le ruspe, distruggendo sul nascere il microambiente che si stava formando. I “lavori” sono stati fermati dalla polizia municipale di Ficarazzi e Bagheria, comuni che si “dividono” la foce. Ancora adesso, tra le anse del fiume prima che sbocchi a mare, sono visibili piccoli cumuli di sabbia, segni evidenti dello scempio perpetrato pochi mesi fa, in barba alla legge.

“Abbiamo scelto l’Eleuterio perché alla sua foce si stava formando un importante ambiente aquatico nel quale avevamo trovato tracce di vita di avifauna simile a quello che sta avvenendo alla foce dell’Oreto”, spiega a PalermoToday Pietro Ciulla, presidente del Wwf Sicilia nord occidentale. “Avevamo pensato – prosegue l’ambientalista – di presentare tutto ciò ai cittadini per fare un discorso sull’ambiente e sulla grande capacità della natura di iniziare con forza un ciclo di vita appena possibile, anche in posti inquinati come la foce dell’Eleuterio. Ma anche questo disperato e generoso tentativo di ripresa della vita è stato brutalmente interrotto dalla violenza cieca dell’uomo”.

Nonostante tutto, il Wwf ha deciso di organizzare le due passeggiate previste dal programma. “Abbiamo ugualmente voluto portare le gente a visitare la foce – aggiunge Ciulla - per far vedere loro quello che è rimasto, un canneto che fortunatamente non è stato toccato e nel quale nonostante tutto c’è vita di avifauna, e quello che può ricominciare se si pone fine alla metodica devastazione e si avvia un piano di risanamento ambientale della foce e dell’intero fiume”.

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