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La discarica scoperta nell'ex fabbrica Ancione

La discarica scoperta nell'ex fabbrica Ancione

"Nessuna bomba ecologica nell'ex fabbrica Ancione", dopo sei anni arrivano 3 assoluzioni

Nel 2014 venne sequestrata una vasta area in via Thaon de Revel, dove oggi si sta realizzando un supermercato, in cui per il pm c'erano rifiuti tossici e pericolosi. Le difese hanno dimostrato che non sarebbero mai stati superati i livelli di inquinamento. Condannato a un anno un quarto imputato

Sei anni fa, quando scattò il sequestro di un'area di 15 mila metri quadrati all'interno dell'ex fabbrica Ancione, in via Thaon de Revel, si parlò di bomba ecologica e di disastro ambientale per via del ritrovamento di quasi 200 tonnellate di rifiuti "tossici e pericolosi", come li definirono gli inquirenti. Oggi però nel processo a carico di 4 imputati sono arrivate tre assoluzioni e una sola (lieve) condanna a un anno (con la pena sospesa) per Bartolomeo Padua, amministratore di una ditta di Ragusa che in quel momento si stava occupando della bonifica del sito.

Una giustizia lenta, dunque - tanto che alcuni reati contestati a Padua sono caduti in prescrizione - e lo dimostra il fatto che ormai non solo tutto è stato bonificato e dissequestrato da due anni, ma sono addirittura in corso i lavori per la realizzazione di un supermercato.

Il giudice della quinta sezione del tribunale monocratico, Nicola Aiello, ha scagionato dalle accuse Giovanni Lazzara, all'epoca liquidatore dell'Ancione (difeso dagli avvocati Antonio Turrisi e Giovanni Di Benedetto), e gli operai catanesi Ferdinando Fazio e Fabio Egitto (difesi dall'avvocato Michele Palazzolo). Anche per Padua (assistito dall'avvocato Toni Palazzotto) il giudice ha ritenuto insussitenti alcune contestazioni. Il sostituto procuratore Anna Battaglia, che aveva coordinato le indagini della polizia e dei vigili, aveva chiesto invece la condanna per tutti gli imputati, tra cui 6 anni e 4 mesi per Lazzara e 5 anni e mezzo per Padua.

Il sequestro era avvenuto il 10 febbraio del 2014, quando gli inquirenti scoprirono una vasta discarica abusiva nello stabilimento che un tempo produceva materiale bitumoso. Furono ritrovate 195 tonnellate di rifiuti, tra cui - secondo l'accusa - anche sostanze tossiche, come l'amianto. Ci sarebbe stato anche tanto ferro, legato alla demolizione dell'impianto ormai in disuso. Durante il dibattimento è però emerso che le soglie di inquinamento non sarebbero state in realtà mai superate e soprattutto che in quell'area era stato ritrovato essenzialmente materiale ferroso, che non rientra tra i rifiuti pericolosi. 

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