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Martedì, 30 Novembre 2021
Cronaca Addaura / Lungomare Cristoforo Colombo

Indagati i soci dell'ex Addaura Wave: "Lo hanno fatto diventare una discarica"

Il declino del noto locale è iniziato nel 2017, dopo i controlli che hanno portato alle contestazioni sull'utilizzo dell’area, trasformata in una discoteca non autorizzata. L'ultimo atto è rappresentato dal ricorso, presentato per evitare la decadenza della concessione, respinto dal Cga e dal sequestro eseguito dalla polizia delle strutture in legno ormai piene di rifiuti

Avrebbero permesso che l’area in cui sorgeva l’Addaura Wave, noto locale del lungomare palermitano, diventasse quasi una discarica e avrebbero lasciato strutture in legno e bagni nonostante l'appello respinto dal Cga e le diffide dell’assessorato regionale. La polizia ha indagato l’amministratore unico della Wave srl e un socio al 50%, Girolamo La Barbera e Francesco Noto, che dovranno rispondere di illeciti ambientali, rovina di manufatti, discarica non autorizzata ed occupazione indebita di area demaniale marittima, oltre che di inosservanza di un provvedimento dell’autorità amministrativa.

Addaura Wawe, le precisazioni dei gestori

La vicenda ha inizio nel giugno del 2017 con i controlli eseguiti da Arpa e Siae. L’ispezione "aveva evidenziato carenze strutturali - spiegano della Questura - tra cui un’area abusiva adibita a deposito di alimenti e bevande ed era emersa anche la presenza di lavoratori ‘in nero’. Ad agosto del 2018, in seguito ad alcune denunce fatte dai residenti, furono i tecnici dell’Arpa ad effettuare alcune rilevazioni". E così locale aveva subito un provvedimento di chiusura per 5 giorni legato al mancato rispetto di un’ordinanza sindacale che prevedeva la sospensione della musica a mezzanotte.

Altri controlli erano stati eseguiti a luglio del 2019 quando l’assessorato regionale Territorio e Ambiente, rilevato un utilizzo dell’area demaniale difforme da quanto previsto, aveva avviato il relativo procedimento di decadenza della concessione. "Il 23 ottobre dello scorso anno - ricostruiscono dalla polizia - il Dipartimento regionale dell’Ambiente, preso atto che i concessionari avevano ‘ripetutamente esercitato attività non autorizzate’ e considerato che ‘le numerose segnalazioni ed i conseguenti interventi repressivi attestavano inequivocabilmente l’esercizio, continuato e non sporadico e non autorizzato di attività di intrattenimento musicale e serate danzanti’, ha dichiarato decaduta la concessione demaniale".

L’area demaniale in passato occupata dal locale, sin dai primi mesi di quest’anno, iniziava a registrare un graduale e costante abbandono fino al 9 settembre scorso. "In seguito ad un sopralluogo degli agenti del commissariato Mondello e della guardia costiera, si accertava la presenza - aggiungono dalla Questura - di manufatti in stato di abbandono, detriti ed altro materiale idoneo a deturpare paesaggisticamente uno dei tratti costieri più suggestivi del litorale palermitano. Si sarebbe quindi accertato che la società non avrebbe mai dato esecuzione interamente allo sgombero dell’area in concessione ed al suo ripristino dopo la decadenza della concessione, lasciando nell’area alcuni manufatti tra i quali alcuni precedentemente adibiti a spogliatoi, servizi igienici e chioschi-bar col tempo andati in rovina".

Nel frattempo il Consiglio di giustizia amministrativa ha respinto l’appello cautelare con il quale la società Wave srl aveva impugnato il provvedimento di decadenza della connessione, rendendo pienamente esecutivo l’obbligo in capo all’ex concessionario di sgomberare il tutto a proprie spese. "L’area non sarebbe soltanto stata occupata abusivamente da manufatti e detriti in rovina, ma sarebbe apparsa altresì - aggiungono - fortemente deturpata da quella che nei vari sopralluoghi si sarebbe presentata agli occhi degli operatori come una discarica a cielo aperto".

La Wave srl - secondo quanto previsto nelle diffide dall’assessorato - sarebbe stata tenuta allo sgombero dell’area. Che però "ha continuato ad essere occupata da strutture in legno, usate per gli spogliatoi, e da servizi igienici colmi di detriti, nonché da una ulteriore struttura in ferro arrugginita che in passato costituiva uno dei punti di ristoro". Gli agenti del commissariato Mondello hanno proceduto al sequestro di tutto ciò che è rimasto nello spazio demaniale.

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