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Cronaca

"I rifiuti in uscita da Bellolampo non sono contaminati", verso la soluzione dell'emergenza?

L'Arpa Sicilia dà l'ok ai conferimenti dopo la verifica all'impianto di Tmb e presto dovrebbe inviare una nota alla discarica di Catania, affinché Oikos riapra i cancelli ai camion provenienti da Palermo. Cento tonnellate d'indifferenziata destinate a Trapani

"L'Arpa Sicilia ha appurato che i rifiuti in uscita dal Tmb di Bellolampo sono conformi alle normative". E' quanto riferisce l'amministratore unico di Rap, Giuseppe Norata, dopo le verifiche effettuate stamattina dall'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente.

Il via libera dovrebbe rimuovere il blocco imposto dalla Oikos, società privata che gestisce la discarica di Motta Sant'Anastasia, e dall'Arpa Catania, che hanno chiuso i cancelli della discarica ai rifiuti provenienti da Palermo perché ritenuti "contaminati". O meglio, non adeguatamente trattati. La scorsa settimana sono stati respinti una ventina di camion - 5 carichi soltanto nella giornata di venerdì - e da sabato l'impianto etneo non prende più i rifiuti usciti dal Tmb di Bellolampo. 

Una nota dell'Arpa Sicilia, che sarà indirizzata alla discarica di Motta, dovrebbe sbloccare una situazione che ha complicato i piani di svuotamento di Bellolampo e ha mandato su tutte le furie il sindaco Leoluca Orlando, secondo cui "ci sono troppe anomalie che favoriscono i gestori privati". Il primo cittadino ha spostato l'emergenza su un piano nazionale, con una richiesta di audizione all'Antimafia e alla commissione Ecomafie. In attesa di risposta, giovedì sarà sentito dalla commissione regionale Antimafia. 

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Entro poche ore, il tavolo tecnico fra Arpa, Comune e Rap dovrebbe "partorire" alcune soluzioni urgenti che permettano di scongiurare il rallentamento della raccolta del rifiuti in città. Allo studio tre interventi in particolare: la possibilità di utilizzare i rifiuti biostabilizzati - misti al 50% con terra e inerti - per il rimodellamento finale della sesta vasca (ormai satura dal mese scorso), l'ingresso in discarica per i prossimi sei mesi di un impianto mobile di Trattamento meccanico e biologico (Tmb) nell'area di Bellolampo già in passato utilizzata da Ecoambiente, l'utilizzo dell'area di stoccaggio degli inerti per i rifiuti già trattati.

Questo il primo risultato dell'incontro di stamattina fra l'assessore Giusto Catania e il direttore generale dell'Arpa, Francesco Carmelo Vazzana, durante il quale "è stata comunemente ribadita la necessità e la volontà di una maggiore collaborazione e sinergia istituzionale - si legge in una nota del Comune - così come di una maggiore celerità di tutte le procedure". Nei piazzali di Bellolampo ci sono qualcosa come 30 mila tonnellate di rifiuti che devono essere avviati allo smaltimento. "Già da oggi - informa l'assessore all'Ambiente Giusto Catania - 100 tonnellate d'immondizia tal quale (non trattata, ndr) saranno trasferite presso l'impianto della Trapani Servizi. La stessa quantità uscirà ogni giorno da Bellolampo. La saturazione della sesta vasca e i tempi lunghi di realizzazione della settima stanno determinando un'evidente situazione di difficoltà a Bellolampo. In sinergia con la Regione, stiamo cercando di evitare che si ripercuota sui servizi in città". 

Sempre oggi i tecnici del dipartimento regionale Acque e rifiuti hanno effettuato un sopralluogo a Bellolampo e domani, assieme a Comune e Rap, faranno il punto in un tavolo tecnico convocato negli uffici di viale Campania. L'obiettivo è pianificare la fuoriuscita dei rifiuti da Bellolampo con un cronoprogramma serrato e soprattutto evitare che si ripresentino gli ostacoli che hanno costretto gli autocompattatori noleggiati da Rap a fare dietrofront. 

"L'auspicio è di liberare quanto prima i piazzali di Bellolampo - afferma Norata - senza condizionare la raccolta in città". L'amministratore di Rap si è assunto una grande responsabilità: la scelta di stoccare i rifiuti nei piazzali di Bellolampo (per l'occasione impermeabilizzati al fine di convogliare il percolato nelle vasche) ha generato un'emergenza, dovuta al fatto che il Tmb non riesce a "lavorare" più di una certa quantità e se messo eccessivamente sotto sforzo rischia di rompersi. "Mi trovavo tra l'incudine e il martello: che dovevo fare? Mi sono beccato una denuncia, ma non me la sono sentita di lasciare l'immondizia per strada. Tengo a precisare che in questa scelta sono stato appoggiato dai vertici del Comune".

Gli organi di controllo hanno rilevato gli estremi per un reato e hanno individuato in Norata il responsabile. "So che me la faranno pagare ma, ripeto, non c'era altra chance. A differenza di chi fa sciacallaggio politico e che avrebbe protestato anche se non avessimo raccolto l'immondizia - conclude il numero uno della Rap - io mi sono assunto le mie responsabilità". 

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