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Venerdì, 20 Maggio 2022
Cronaca

Bellolampo è satura: un milione al mese per portare i rifiuti a Catania, rischio stangata per la Tari

Con la settima vasca non ancora disponibile e senza l'autorizzazione per conferire nella terza bis, ripartono i viaggi dell'immondizia verso la discarica della Sicula Trasporti per scongiurare una nuova emergenza. La Rap punta il dito contro i ritardi della Regione. Randazzo (M5S): "Il Comune valuti anche azioni legali"

A Bellolampo la sesta vasca è satura e la settima non è ancora disponibile: per l'ennesima volta non c'è più spazio in discarica e la Rap è costretta a portare i rifiuti altrove. A Catania per la precisione, nell'impianto della Sicula Trasporti, dove andranno a finire 4 mila tonnellate al mese d'immondizia al costo di 960 mila euro (240 euro a tonnellata). 

Un conto salatissimo quello dei viaggi dell'immondizia che rischia di pesare sulle tasche dei palermitani: il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, infatti, per legge va interamente coperto con la Tari. "Sarà una stangata - dice il consigliere comunale del M5S Antonino Randazzo - con un aumento dei costi di bolletta non dovuti di circa 6 milioni di euro nei prossimi 6 mesi. Per questo chiedo un immediato intervento dell'amministrazione comunale a difesa dei cittadini, valutando anche azioni legali contro la Regione. La mancata programmazione politica da parte del governo Musumeci penalizza nettamente i palermitani".

Per scongiurare una nuova emergenza, la Rap ha chiesto alla Regione l'autorizzazione per conferire i rifiuti nella cosiddetta terza vasca bis, che però non è ancora arrivata. Nel frattempo la sesta vasca si è riempita e senza la settima "occorre individuare un impianto dove portare i rifiuti che oggi si trovano nei piazzali". Lo scrivono Donatella Codiglione e Raimondo Burgio, rispettivamente dirigente dell'area legale di Rap e capo impianto a Bellolampo, che hanno chiesto a quattro imprese del settore la disponibilità ad accogliere i rifiuti prodotti a Palermo.

Alla fine l'offerta della Sicula Trasporti è stata ritenuta "maggiormente idonea a scongiurare il grave pericolo per la salute pubblica". A pagare saranno i palermitani.

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