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Discarica abusiva vicino a una scuola: denunciato il sindaco di Cefalù

Per Rosario Lapunzina l'accusa è di reato ambientale. L'operazione è stata messa a segno dalla guardia di finanza che è intervenuta con il personale dell’Arpa e della polizia provinciale ambientale in un'area di circa duemila metri quadrati

Un'isola ecologica sotto sequestro, il sindaco denunciato per reato ambientale. E' il bilancio dell'operazione messa a segno a Cefalù dalla guardia di finanza nell’ambito di alcuni controlli a salvaguardia dell’ambiente. Le Fiamme Gialle sono intervenute insieme al personale dell’Arpa e della polizia provinciale ambientale della Città Metropolitana di Palermo in contrada Caldura: la discarica abusiva sequestrata si trova vicino a una scuola per l'infanzia, alle porte del centro abitato.

"Dopo avere effettuato l’accesso nell’area ecologica - spiegano dalla guardia di finanza - i militari hanno richiesto alla società che si occupa della gestione dei rifiuti il previsto decreto di autorizzazione rilasciato dalla Regione. Da un’analisi della documentazione esibita è stato accertato che l’autorizzazione a operare risultava scaduta. Pertanto, vista l’assenza del titolo ad operare e appurato che non era stata presentata nessuna istanza di rinnovo al Dipartimento Regionale dell’Acqua e dei Rifiuti, in osservanza a quanto prescritto dal Testo Unico sulle norme ambientali, i finanzieri hanno posto sotto sequestro l’intera area di circa duemila metri quadrati e i rifiuti, pericolosi e non, che erano stati depositati".

Il rappresentante legale della società è stato segnalato all’autorità giudiziaria per reato ambientale. Da successive verifiche sui registri di carico e scarico rifiuti è stato deferito alla Procura della Repubblica di Termini Imerese anche il sindaco Rosario Lapunzina per gli stessi reati, previsti dal decreto legislativo 152/2006 (per aver effettuato stoccaggio di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi in mancanza della prescritta autorizzazione).

"L'operazione appena messa a segno - concludono dalla guardia di finanza - conferma il nostro impegno nell’attività di prevenzione e repressione degli illeciti in materia ambientale grazie anche alla collaborazione tra le componenti investigative territoriali e le istituzioni che consentono di innalzare il livello dell’azione per la tutela dell’ambiente".

Il sindaco replica

Questa la replica di Lapunzina: "Nessuna autorizzazione ambientale è richiesta dalla normativa in essere per la gestione dei Centri comunali di raccolta. Il D.M. 8 aprile 2008 che ne aveva previsto l’obbligatorietà, pur pubblicato in Gazzetta Ufficiale, non è mai avuto efficacia, in quanto privo dei necessari riscontri da parte degli Organi competenti, come reiteratamente chiarito dall’Ufficio Legislativo del Ministero dell’Ambiente.  Il successivo D.M. 13 maggio 2009, nel modificare ed integrare il testo originario, ha cassato il termine “autorizzazione ambientale”, inserendo la previsione di una “approvazione” ai fini urbanistici, da rilasciarsi a cura del Comune. Tali passaggi risultano evidenti anche attraverso la lettura della Sentenza della Corte Costituzionale n. 61/2009, dove opportunamente si rileva che la disciplina dei centri comunali di raccolta non è subordinata al regime autorizzatorio previsto dagli articoli 208 e 216 del D. Lgs 152/2006. Pertanto, non sussisteva sul Gestore, e men che meno sul Comune, l’obbligo di richiedere il rinnovo dell’autorizzazione rilasciata con D.D.S. 73/SRB del 30/03/2019, ossia in epoca precedente all’emanazione del D.M. 13 maggio 2019 che ha eliminato la necessità del regime autorizzatorio. Pur nutrendo grande rispetto per l’attività posta in essere dalla Finanza di Cefalù, ritengo evidente che siamo in presenza di un errore di interpretazione delle norme, che sarà opportunamente chiarito in Sede competente, già a seguito della circostanziata istanza di dissequestro che è stata prodotta nella giornata di ieri, ai fini della consegna del C.C.R.  al nuovo gestore del servizio".

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