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Domenica, 22 Maggio 2022

VIDEO | Approdo fra i disagi al porto, l'ex sindaco di Ustica: "Dall'aliscafo al taxi con le stampelle è un'avventura"

Nicolò Longo, che ha amministrato l'Isola fra il 1986 e il 1990: "In altre città pensa ad eliminare le barriere architettoniche per favorire i disabili, invece di costringerli a fare chilometri a piedi". Intravaia, segretario provinciale del sindacato Orsa marittimi: "Il restyling fatto solo su misura delle crociere"

Chissà quante volte nella sua vita avrà fatto quel viaggio con l’aliscafo o il catamarano, da Ustica a Palermo. Ora però ha qualche anno in più e si deve aiutare con le stampelle. Dunque fare anche 400-500 metri fino al taxi non è un'impresa semplice. "E’ intollerabile per uno che è disabile - dice Nicolò Longo, ex sindaco di Ustica - e ha difficoltà a camminare. Arrivare dall’aliscafo all’auto è un’avventura. E’ tutto molto bello, però manca una cosa fondamentale. In altri porti si pensa ad eliminare le barriere architettoniche per favorire i disabili, invece di costringerli a fare chilometri a piedi. Mi chiedo se un’altra volta potrò venire a Palermo con l’aliscafo o con l’elicottero".

A raccogliere la denuncia di Longo, che amministrò l'isola tra il 1986 e il 1990, è Vincenzo Intravaia, segretario provinciale del sindacato Orsa marittimi. "Purtroppo nel restyling del porto - dice a PalermoToday - si è tenuto molto conto degli aspetti diciamo estetici. Abbiamo un bar elegante, le navi da crociera in bella vista, così da attrarre i turisti ma anche clienti per un caffè veloce. Tutto nell’ottica del business. Invece una persona a ridotta mobilità deve fare centinaia di metri per raggiungere il punto in cui può fermarsi il mezzo. Tutto ciò chiaramente dopo aver avvisato degli addetti per aprire il cancello e fare accedere il taxi o altro. Con tutti i disagi e i ritardi che ne conseguono".

Eppure ogni giorno le corse per Ustica sono diverse e si incrementano durante il periodo estivo. "Parliamo di 300-400 persone al giorno, quindi questo problema si crea spesso. Anche per noi lavoratori - aggiunge Intravaia - che garantiamo i collegamenti ed espletiamo un servizio pubblico, non sono stati concessi gli stalli per i nostri mezzi e dobbiamo pure pagare il parcheggio. Che non è vicino, quindi siamo costretti a fare centinaia di metri, spesso con il maltempo, per caricare materiale o bagagli a bordo delle imbarcazioni. Nella ristrutturazione di quest’area - conclude il sindacalista - c’è stata molta attenzione per le crociere e poco per tanto altro, come le barriere architettoniche o la sicurezza dei viaggiatori".

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