Dirigenti Rap indagati, sindacato scrive a Norata: "Si fida ancora di chi l'ha tradita?"

Per nove persone, accusate di aver usato i soldi dell'azienda per pagare multe personali, è scattato il sequestro preventivo per equivalenza. La Fp Cgil, in una lettera, chiede all'Amministratore unico di prendere una posizione sulla vicenda

A distanza di tre giorni dal sequestro preventivo, eseguito dai carabinieri per la Tutela del lavoro, nei confronti di nove dirigenti della Rap indagati - a vario titolo - per peculato e reati in materia di falso, la Fp Cgil ha scritto una lettera all'amministratore unico Giuseppe Norata per chiedergli di prendere posizione sulla vicenda.

"Non ritiene - afferma il coordinatore territoriale igiene ambientale Giuseppe Spataro - che questi stessi soggetti abbiano già abbondantemente dimostrato una cronica incapacità manageriale di gestione, di programmazione, di progettualità, di mancanza decisionale limitandosi a svolgere un ruolo riconducibile più a semplici capi servizi che a veri manager, cui continuare ad affidare una azienda con un ruolo sociale così importante, nonché strategico nel contesto ambientale e cittadino?" I dirigenti sono accusati di aver usato i soldi dell'azienda per pagare multe personali, scattate per alcune violazioni in materia di infortuni sul lavoro. 

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"Soldi della Rap per pagare le multe": scatta il sequestro per nove dirigenti

"La Rap, società di pubblico servizio che non trascorre buoni momenti per ciò che riguarda la gestione economica e la qualità dei servizi resi, non aveva certo - continua la lettera -  bisogno di farsi sporcare l’immagine proprio da coloro che, con la detenzione di ruoli e poteri decisionali, avevano il dovere di difenderla. I dirigenti indagati, per la quale si contraddistingue un rapporto costituito sulla fiducia tra gli stessi e la società, per le presunte accuse di falso ideologico, abuso d’ufficio e peculato, si sarebbero 'pregiati' di avere compiuto atti deleteri per l’intero sistema aziendale. Pertanto, la s’invita, nella qualità di amministratore e legale rappresentante, di valutare, con ossequiosa tempestività e obbiettività, la decisione di riporre ancora o no la fiducia nei confronti di quei soggetti che l’hanno tradita. Nel caso voglia continuare a riporre la fiducia, la invitiamo a farlo con un atto palese ed esplicito e non con un mero silenzio, ma con parole che chiaramente manifestino i motivi per cui lei ritenga di lasciare amministrare questa nostra azienda da soggetti che hanno ammesso le loro colpe".

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