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"Capro espiatorio dell'inefficienza della Rap", dirigente reintegrato dal giudice

Il giudice del lavoro Paola Marino ha disposto che Giovanni Gucciardo potrà tornare a lavoro, condannando la società (e indirettamente il Comune) a risarcire 60 mila euro. "Il licenziamento era stato stabilito 'a tavolino'"

Licenziato “a mezzo stampa” quale "capro espiatorio per l’inefficienza della Rap" e reintegrato grazie a una sentenza. Il giudice del lavoro Paola Marino ha disposto che Giovanni Gucciardo - difeso dall’avvocato Tullio Fortuna - potrà tornare a lavoro, condannando la società (e indirettamente il Comune) a risarcire 60 mila euro e pagare le spese legali. Durante la presidenza della Rap di Sergio Marino, ora assessore comunale all’Ambiente, Gucciardo era stato additato quale responsabile della scarsa qualità del servizio reso.

"Gucciardo era stato additato dall’azienda e dal Sindaco - spiega l’avvocato - come il responsabile della disastrosa gestione del servizio di raccolta rifiuti, illudendo la cittadinanza che il suo allontanamento avrebbe risolto il problema". II Sindaco - si legge nella sentenza seppure "ha dato atto della carenza dei mezzi e della dedizione al lavoro della maggior parte dei dipendenti, ha anche, contestualmente rimarcato l'esistenza di sacche di inefficienza”. Il licenziamento, prosegue il giudice, "era stato stabilito ‘a tavolino’" nel corso della riunione del consiglio d’amministrazione del 6.08.2015, provvedendo poi a ricercare i motivi per cui potere licenziare il dirigente ricorrente”.

“Motivi risultati inesistenti - continua l’avvocato Fortuna - che hanno finito con il premiare la condotta del dirigente tesa a contestare le scelte del cda inidonee, come poi i fatti hanno dimostrato, a risolvere il problema dell’indifferenziata”. Il legale ha dichiarato la sua soddisfazione per la decisione la quale restituisce ad un professionista, dimostratosi sempre al di sopra delle parti, l’integrità della sua immagine e premia la sua condotta, come si legge in sentenza, tesa a “difendere le prerogative dirigenziali contro inutili formalismi ed a denunziare situazioni non regolari derivanti dalle disposizioni dei vertici aziendali”. L’ingegnere Gucciardo, da parte sua, ha dichiarato di riservarsi di agire per il risarcimento dei danni arrecati alla propria immagine.

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