Dipendenti regionali, Siad-Cisal: "Dall’Aran una forzatura, pronti all’agitazione"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

“I ritardi dell’Amministrazione regionale e le forzature dell’Aran Sicilia sono inaccettabili: sulla riqualificazione del personale regionale non accetteremo compromessi al ribasso, né scorciatoie che mortifichino i dipendenti a scapito peraltro dei servizi offerti ai cittadini. Chiediamo a tutti di fare un passo indietro e di comprendere che il personale va semmai valorizzato, altrimenti siamo già pronti allo stato d’agitazione”. Lo dicono Giuseppe Badagliacca e Angelo Lo Curto del Siad-Cisal in una nota inviata ieri all’Aran Sicilia, al presidente Nello Musumeci e all’assessore alla Funzione pubblica Bernardette Grasso. “Da mesi attendiamo che le promesse e gli impegni vengano mantenuti – dice il Siad-Cisal – Bisogna riclassificare il personale riconoscendo le mansioni superiori di tutte le categorie, applicare le progressioni orizzontali al 35% dei dipendenti, rideterminare lo straordinario, adeguare le pensioni, emanare il regolamento per l’anticipazione di Tfr e Tfs e attuare il contratto per i dirigenti. Il Governo si era impegnato a trasmettere all’Aran le nuove direttive sulla riclassificazione e a comunicare le somme a disposizione, cosa mai avvenuta, e ora l’Aran vorrebbe procedere entro il 29 luglio ad accorpare solo le categorie A e B della prima area, senza un soldo in più, lasciando immutato il resto. Uno schiaffo in piena regola per migliaia di dipendenti, di cui il Governo si ricorda solo quando deve farli rientrare in fretta e furia negli uffici senza le necessarie cautele”.

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