La figlia piccola si sveglia di notte e piange, condominio diffida il padre e la madre

I genitori di una bambina di 22 mesi si sono visti recapitare una lettera. "Il nostro pediatra ha escluso qualsiasi problema e cerchiamo di evitare qualsiasi altro rumore, ma che possiamo farci?". L'amministratore: "A tutto c’è un limite, non so quale ma devono trovare una soluzione"

Via Duca della Verdura

Da una parte c’è una famiglia che deve fare i conti con i pianti notturni dell’ultima arrivata, una bambina di 22 mesi. Dall’altra i vicini di casa il cui sonno viene disturbato da mesi. Nel mezzo tre lettere di “diffida” inviate dall’amministratore di un condominio in zona Libertà, vicino al Giardino Inglese, che fino a pochi giorni fa ha invitato marito e moglie a trovare una soluzione: “Non so quale - dice la donna - ma devono trovarla. Tanti condomini si sono lamentati arrivando a scrivermi anche di notte. Il proprietario, visto che la coppia è in affitto, deve attivarsi affinché il problema non si ripeta”.

A raccontare a PalermoToday la storia è una quarantenne casalinga, già madre di due adolescenti. “La vicenda va avanti dal periodo della quarantena per il Coronavirus. Da allora cerchiamo di non utilizzare in casa scarpe o ciabatte che possano fare rumore, utilizziamo le cuffie quando vediamo un film alla tv e sicuramente non mettiamo musica ad alto volume. Ci spiace per questa vicenda - racconta - ma la nostra piccola ha qualche difficoltà a prendere sonno e capita anche che si svegli la notte inizi a piangere. Proviamo continuamente a farla addormentare di nuovo ma purtroppo non abbiamo una bacchetta magica”.

Alla prima diffida ricevuta dall’amministratore di condominio, i genitori della bambina si sono rivolti al loro pediatra che però avrebbe escluso qualsiasi causa di carattere sanitario. “In alcuni casi le ‘accuse’ ci sono sembrate pretestuose. Si sono lamentati pure per il fatto - racconta ancora la donna - che mio marito abbia smontato un armadio alle 11 di mattina”. All’ultima lettera la coppia ha deciso di rispondere tramite un avvocato chiedendo in primis scusa per i disagi ma sottolineando come il pianto sia “difficilmente evitabile nonostante le cure amorevoli di entrambi i genitori e della famiglia tutta”.

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“Pertanto - concludono i genitori nella lettera - a fronte della ragionevole esigenza di tutti i condomini di non aver arrecato disturbo, vi è l’altrettanto imprescindibile bisogno di tutelare la minore, anche mediante una certa tolleranza dinanzi a situazioni difficilmente controllabili ed evitabili come questa”. Di contro l’amministratore di condominio sostiene sia “straziante sentire la bambina piangere. Sicuramente - afferma - avrà qualche problema. La mia è una forma di tutela nei confronti dei condomini che rappresento. A tutto c’è un limite. Se fosse mia figlia mi preoccuperei e la porterei da qualche specialista”.

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