Cronaca

Droga dal Perù, parla l'avvocato: "Volevo comprare smeraldi"

Il legale vicino ai fratelli Graviano ha spiegato di aver affidato in tutto 25 mila euro al Canfarotta per acquistare pietre preziose, non stupefacenti provieninenti dal Sud America Ma per gli inquirenti si parla di almeno 42 mila euro

L'avvocato vicino ai Graviano, Domenico "Memi" Salvo

Non avrebbe voluto acquistare droga proveniente dal Sud America, bensì smeraldi. Ha respinto così le accuse l'avvocato Domenico "Memi" Salvo, il legale vicino ai fratelli Graviano arrestato pochi giorni insieme ad altre quattordici persone (LEGGI I NOMI). Salvo avrebbe saputo da Gaspare Canfarotta, divenuto poi collaboratore di giustizia, della possibilità di investire una somma in pietre preziose.

Dopo la vendita della nuda proprietà dell'anziana madre, l'avvocato avrebbe deciso di affidare proprio al Canfarotta 20 mila euro. Ma la compravendita avrebbe avuto qualche difficoltà, portando Salvo ad effettuare altri piccoli versamenti, da mille o duemila euro, per una somma di 25 mila euro. Ma per gli inquirenti la somma ammonterebbe a 42 mila euro, investiti per finanziare il traffico di droga.

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Per l'accusa ci sarebbe lui dietro il giro di stupefacenti provenienti dal Sud America, importati grazie alla tecnica sperimentata con il "chimico dell'inversione". Salvo era stato già condannato a 4 anni e otto mesi per mafia e per avere dato aiuto alla sorella dei Graviano per trasferire capitali mafiosi all'estero. Fu radiato dall'Ordine degli avvocati di Palermo ma, dopo aver presentato le scuse formali nel 2008, riprese la carriera forense. Di fatti riuscì ad iscriversi nell'ordine di Locri, ricominciando la propria attività.

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