Venerdì, 12 Luglio 2024
Sanità

Dialisi, associazioni proclamano stato di agitazione: "Impossibile andare avanti così"

Le sigle Adip, Ads, Ascea: "Le tariffe oggi applicate sono inferiori addirittura a quelle del 2004, visto che il decreto Russo del 2009 ha ridotto tali tariffe di circa il 2%"

Le sigle Adip, associazione dialisi privata, Ads, associazione dialisi Sicilia, Ascea, associazione siciliana centri emodialisi accreditati proclamano lo stato di agitazione.

"Le associazioni - si legge in una nota firmata dai presidenti Giuseppe Verde, Aurelio Trupia e Costantino Bartoli - negli ultimi tre anni hanno più e più volte interloquito con l'assessore regionale pro tempore alla Sanità e con i suoi uffici, producendo proposte, progetti, scrivendo a più mani idee che portassero a una soluzione condivisa e adeguata ai tempi odierni, nella speranza che finalmente fosse la volta giusta. Purtroppo dobbiamo constatare che tutti gli sforzi non hanno portato ancora a nulla".

E continuano: "La situazione è ormai irrecuperabile. Le nostre strutture lavorano ben oltre le loro capacità finanziarie. L’ennesima batosta arriva dal rincaro energia, ormai fuori controllo e oltre ogni ragionevole sostenibilità.In questi anni abbiamo subito i colpi del Covid con i costi da sostenere e le perdite ingenti, senza potere accedere ad alcun sostegno pubblico; abbiamo subito gli aumenti dei costi del personale con i continui adeguamenti dei contratti collettivi; i continui adeguamenti richiesti dall’assessorato come quello alla legge 231 e i costi relativi alla nuova normativa sulla verifica dell’accreditamento fino alla illogica e quanto meno contra legem richiesta di Veq per i nostri laboratori interni di analisi". 

"Le tariffe - scrivono ancora Adip, Ads e Ascea - oggi applicate sono inferiori addirittura a quelle del 2004, visto che il decreto Russo del 2009 ha ridotto tali tariffe di circa il 2%. Il tutto è ormai insostenibile se si aggiungono anche gli aumenti per tutte le materie prime. Non si può continuare con questi numeri, saremo costretti a breve a portare le chiavi delle nostre strutture in assessorato. Abbiamo incontrato a dicembre l'assessore Volo e interloquito per le vie informali con gli uffici e siamo in attesa, ma forse la gravità della situazione non è stata compresa a dovere. Con la presente pertanto proclamiamo lo stato di agitazione chiedendo che si proceda come da proposte che abbiamo depositato durante i nostri incontri".

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