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Dettaglio del lettore che misura la glicemia

Dettaglio del lettore che misura la glicemia

Diabete, al Policlinico controllo della glicemia con un cerotto digitale durante la degenza

Il metodo - supportato dall’uso delle nuove tecnologie - consente di monitorare i livelli di glucosio a letto del paziente con continuità, favorendo un controllo nel lungo termine e una maggiore consapevolezza sia per l’utente che per l’operatore sanitario

Monitorare i livelli di glucosio a letto del paziente con continuità, favorendo un controllo nel lungo termine e una maggiore consapevolezza sia per l’utente che per l’operatore sanitario. Da alcuni giorni l'Unità di Endocrinologia e Malattie Metaboliche del Policlinico, diretta da Carla Giordano, ha scelto di adottare anche sui pazienti ricoverati un metodo di controllo glicemico più moderno e funzionale, supportato dall’uso delle nuove tecnologie. 

Sul braccio del paziente diabetico in trattamento insulinico plurifrazionato viene applicato un piccolo cerotto con sensore che consente, con una semplice scansione con specifico lettore o il proprio smartphone, di controllare se il livello di glucosio è stabile, in salita o in discesa. Il dispositivo, che ha una forma circolare deve essere indossato per 14 giorni: un periodo che consente ai sanitari e alla persona direttamente interessata di avere un quadro completo della situazione glicemica nei giorni di degenza. Infatti il paziente, avvicinando un piccolo lettore o il proprio smartphone al dispositivo posizionato sul braccio, può controllare in tempo reale il livello di glicemia. Gli operatori sanitari – grazie ad applicazioni e software dedicati - sono in grado in qualsiasi momento di accedere tramite piattaforma in cloud ai profili glicemici del paziente, dove sono riportate tutte le informazioni acquisite tramite questi piccoli strumenti digitali, sia durante la degenza che nei giorni dopo la dimissione. Questa documentazione sarà disponibile e archiviata in un database per eventuali valutazioni anche in caso di futuri ricoveri. 

“Si tratta di una strumentazione - spiega Carla Giordano - consolidata per molti pazienti seguiti presso i nostri ambulatori che effettuano già questo monitoraggio a casa. La scelta di utilizzare il dispositivo anche per i degenti ricoverati nasce dalla volontà di evitare il classico, ma anche più fastidioso, metodo pungidito, migliorando la qualità del monitoraggio glicemico e agevolando il paziente.  Al tempo stesso con tale sistema possiamo contare, dal punto di vista clinico, su un report quotidiano che ci consente di avere un quadro glicemico più completo registrando gli eventuali cambiamenti dei livelli di glucosio nel corso di tutta la giornata, compresa la notte. Inoltre si potrà valutare la variabilità glicemica, quest'ultima essendo oggi un parametro clinico fondamentale per valutare il compenso metabolico complessivo del paziente visualizzando anche il numero e la durata degli eventi di ipoglicemia. Quest'ultima possibilità oggi è ritenuta fondamentale nel ridurre il rischio cardiovascolare dei pazienti diabetici, soprattutto se anziani”.

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