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Mario Mori in una foto recente durante il processo - foto Ansa

Mario Mori in una foto recente durante il processo - foto Ansa

"Borsellino ucciso perché voleva Mafia pulita": difesa Mori chiede di acquisire intervista a Di Pietro

Processo di secondo grado sulla trattativa tra Stato e Cosa nostra, la richiesta degli avvocati del generale alla Corte d'assise d'appello di Palermo

La difesa del generale Mario Mori ha chiesto alla Corte d'assise d'appello di Palermo l'acquisizione dell'intervista rilasciata lo scorso gennaio dall'ex pm di Mani pulite Antonio Di Pietro all'Espresso nel processo di secondo grado sulla trattativa tra Stato e mafia. "Chiediamo di produrre l'intervista a Di Pietro", ha spiegato l'avvocato Basilio Milio nel corso dell'udienza "sulle circostanze su cui ha deposto di fronte a questa corte".

Nel corso dell'intervista l'ex senatore ed ex giudice aveva detto che "Borsellino non è stato ucciso per aver cominciato il maxiprocesso del suo amico e collega Falcone", "ma perché insieme a Falcone doveva far nascere Mafia pulita". Per l'ex leader di IdV, Mani pulite fu la conseguenza di Mafia pulita: l'obiettivo era Andreotti e il giro mafioso che secondo Di Pietro vi stava attorno.

L'ex pm voleva arrivare al collegamento dove Falcone e Borsellino già vi erano giunti a Palermo: "Raul Gardini non si suicida così, per disperazione, il 23 luglio 1993: si suicida perché sa che quella mattina, venendo da me, doveva fare il nome di Salvo Lima, che aveva ricevuto una parte della tangente Enimont da 150 miliardi di lire".

Fonte: Adnkronos

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