Palermitano prende a sprangate compagno di cella: detenuto in fin di vita

Una discussione nata per futili motivi, poi la rabbia cieca e incontrollata: regolamento di conti in carcere a Vicenza. La vittima è un marocchino: si trova in rianimazione con fratture craniche multiple. Per il palermitano potrebbe scattare l'accusa di tentato omicidio

Un raptus improvviso, la gamba di una sedia spezzata e la violenza senza limiti nei confronti del compagno di cella preso a sprangate in testa e ridotto in fin di vita. L'episodio - che ha visto come protagonista un detenuto palermitano - si è verificato lo scorso fine settimana nel carcere vicentino Del Papa a San Pio X. 

Secondo una prima ricostruzione il palermitano - che sta scontando una pena che terminerà nel 2021 - in preda a una rabbia incontrollabile, ha infierito senza pietà sul suo compagno di cella marocchino, Abdelghani Samid, 36 anni. Il tutto per una discussione iniziata per futili motivi nel primo pomeriggio di venerdì, andata avanti diverse ore e poi degenerata al punto che il palermitano ha iniziato a colpire in testa lo straniero con la spranga improvvisata. 

Il pestaggio è continuato anche quando il marocchino è caduto a terra e ha perso i sensi. Solo l'intervento delle guardie, costrette a bloccarlo con la forza perché aggredite a loro volta dal palermitano, ha messo fine alla brutale violenza. Il marocchino è stato quindi soccorso dal Suem e ricoverato al San Bortolo, l'ospedale di Vicenza, in rianimazione con fratture craniche multiple. E' stato operato d'urgenza, la sua prognosi è riservata e l'uomo rischia la vita mentre per il palermitano potrebbe scattare l'accusa di tentato omicidio. Il marocchino era finito in carcere da poche ore per una vicenda legata allo sfruttamento di sei clandestini. Ma secondo le forze dell'ordine questa storia non ha nulla a che vedere col diverbio in carcere. Probabilmente si era reso autore di uno sgarro, la cui reazione gli è costata cara.

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