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Sabato, 22 Giugno 2024
Cronaca

Denunciato dall'ex moglie perché non paga gli alimenti al figlio, ma era in carcere: assolto

L'imputato avrebbe dovuto versare 150 euro al mese per il minorenne oltre alla metà delle spese sanitarie e scolastiche

L'ex moglie lo aveva denunciato perché per diversi anni non aveva versato gli alimenti per il figlio minorenne, ma l'uomo avrebbe avuto decisamente un "buon" motivo: era in carcere, detenuto per una rapina a un ufficio postale in Toscana. A. L. M., 44 anni, è stato ora assolto dal reato di violazione degli obblighi di assistenza famigliare con la formula "perché il fatto non sussiste" dal giudice della seconda sezione del tribunale monocratico, Simona Nasca.

Si tratta di una pronuncia innovativa perché in realtà per giurisprudenza consolidata l'essere reclusi non viene ritenuto un motivo valido e sufficiente per venire meno al pagamento degli alimenti ai figli. Bisognerà attendere le motivazioni della sentenza per comprendere meglio la scelta del giudice. Di certo l'avvocato Igor Runfola (nella foto) ha dimostrato che l'imputato era stato detenuto in carcere, poi ai domiciliari e infine aveva ottenuto l'affidamento in prova, ma soltanto per fare volontariato: non avrebbe avuto alcun tipo di reddito e nessuno nella sua famiglia avrebbe potuto assolvere al posto suo agli obblighi nei confronti del figlio.

avvocato Igor RunfolaIl processo - che è durato ben 5 anni - era nato in seguito alla denuncia dell'ex moglie di A. L. M., risalente a dicmebre del 2014. La donna sosteneva che l'uomo, così come stabilito invece dal tribunale civile, non avrebbe provveduto a versare 150 euro di alimenti per il ragazzino, oltre alla metà delle spese sanitarie e scolastiche. L'imputato era stato rinviato a giudizio nel 2017.

Il suo difensore ha quindi documentato che, nel periodo in cui secondo l'ex coniuge non erano state versate le somme, A. L. M. era recluso e che anche quando aveva ottenuto l'affidamento in prova non avrebbe guadagnato neppure un euro: come avrebbe potuto versare quei soldi? In questi casi è previsto che siano i nonni per esempio ad intervenire, ma è stato dimostrato nel processo che nessuno dei parenti dell'imputato sarebbe stato nelle condizioni di assolvere agli obblighi. Da qui l'assoluzione.


 

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