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Giovedì, 19 Maggio 2022
Cronaca

Carceri, associazione denuncia: "Detenuti invalidi non possono accedere alla pensione"

La segnalazione di Yairaiha onlus che mette a disposizione uno sportello a Palermo, in via Scipione di Castro: "Gli aventi diritto all'indennità hanno perso o rischiano di perdere il sussidio a causa di una disfunzione sistematica nella gestione delle visite di revisione"

L'associazione per la difesa dei detenuti Yairaiha onlus, che da poco ha aperto sportelli territoriali in diverse città siciliane, tra cui uno anche a Palermo, in via Scipione di Castro 6, denuncia una grave violazione dei diritti dei detenuti in relazione alla possibilità concreta di esperire gli iter per accedere alla pensione di invalidità.

"Un problema che la nostra associazione ha potuto conoscere grazie alle segnalazioni dei familiari dei detenuti e che investe tanto l'Inps quanto gli istituti di pena", si legge in una nota di Yairaiha onlus.

La casa circondariale Vittorio Madia di Barcellona Pozzo di Gotto, da cui parte la prima segnalazione, ospita ad oggi una grande articolazione per la tutela della salute mentale, eredità degli ormai ex opg (ospedali psichiatrici giudiziari) e rems (residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza). Secondo quanto segnalato all’associazione dalle famiglie, circa il 40% degli aventi diritto alla pensione di invalidità ha perso o rischia di perdere il sussidio a causa di una disfunzione sistematica nella gestione delle visite di revisione.

"L’impasse burocratico - segnala ancora Yairaiha onlus - nascerebbe dal fatto che il giudice competente non autorizza lo spostamento fuori dall’istituto dei detenuti per poter affrontare la visita di revisione, imprescindibile ai fini del rinnovo dell’invalidità, mentre d’altro canto la commissione invalidi  dell’Inps non segue l’iter per effettuare le visite di revisione all’interno della struttura carceraria. In alcuni casi, addirittura, l’impossibilità  per i detenuti di essere presenti alle visite di revisione  ha comportato  oltre al venir meno del diritto alla pensione anche la richiesta di restituzione delle indennità pensionistiche percepite . Oltre il danno, la beffa".

Numerose le sollecitazioni documentate che negli anni sono state presentate all’Inps che, il più delle volte, sarebbero rimaste inascoltate. "La gravità della situazione - concludono dalla onlus - rende necessario un intervento tempestivo del Garante dei detenuti, al fine di verificare la effettiva entità e le cause delle disfunzioni illustrate".
 

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