Cronaca Oreto-Stazione

La pulizia del fiume Oreto? Se ne occuperanno i detenuti

Lo prevede un'intesa siglata dal Comune con il Dap, il dipartimento per l'amministrazione penitenziaria. Saranno coinvolti i carcerati del Pagliarelli e dell'Ucciardone, ma anche chi sta scontando condanne alternative

Rifiuti accumulati nei pressi dell'Oreto

I detenuti si occuperanno sia della raccolta dei rifiuti nelle case circondariali sia di lavori di pubblica utilità, come la pulizia della vallata del fiume Oreto. E' quanto stabilisce l'intesa siglata stamani dal Comune con il Dap, il dipartimento per l'amministrazione penitenziaria. A siglare l'accordo sono stati il sindaco Leoluca Orlando, e il capo del Dap Santi Consolo, alla presenza dell'assessore alla Cittadinanza solidale, Giuseppe Mattina. In particolare i due progetti sono rivolti a detenuti del carcere Pagliarelli, dell'Ucciardone e a soggetti in esecuzione penale esterna (cioè non detenuti ndr). In particolare, saranno coinvolti in "un progetto sperimentale di raccolta e gestione dei rifiuti delle diverse case circondariali, con particolare riferimento all'attuazione di un sistema di raccolta e riciclo della frazione umida per l'avvio al compostaggio". Il secondo progetto li vedrà "supportare i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria e di pulizia del fiume Oreto".

"Queste  attività - spiega Orlando - sono inserite in un percorso di riparazione sociale a favore della collettività, allo stesso tempo offrendo sostegno al recupero sociale di soggetti condannati e agevolando l'apprendimento di materie e tecniche utili all'inserimento nel mondo del lavoro". Per l'assessore Mattina si tratta di "unire alla giusta esecuzione della pena, un percorso di reale accompagnamento e recupero, che allo stesso tempo ricostruisce il rapporto con la comunità e rende coloro che sono stati condannati consapevoli della possibilità di avere un ruolo attivo e positivo nella società".

"Siamo consapevoli del dovere di offrire opportunità di lavoro alle persone in esecuzione penale. Nel 2015 e nel 2016 abbiamo registrato un incremento di lavoro per questi soggetti di ben mille unità l'anno. Nell'ultimo anno 2.153 persone in più lavorano nelle nostre strutture, l'obiettivo è un coinvolgimento ulteriore", ha detto Consolo, per il quale: "Dare prospettive di lavoro a queste persone significa porre una speranza di vita onesta che crea maggiore sicurezza per l'intera collettività e non fa ricadere in recidive".
 

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