Cronaca

Caccamo, irregolarità nella gestione del Comune: condannati ex sindaco e dirigente

Desiderio Capitano e Giuseppe La Rocca sono finiti ai domiciliari nel 2013. A febbraio di quest'anno per l'ex primo cittadino si sono aperte le porte del carcere. Oggi i giudici hanno "presentato il conto" ad entrambi: dovranno sborsare complessivamente 668 mila euro

I giudici della sezione giurisdizionale della Corte dei Conti hanno condannato in primo grado per danno erariale Giuseppe La Rocca e Desiderio Capitano, rispettivamente ex responsabile dell'ufficio di Ragioneria (oggi in pensione) ed ex sindaco di Caccamo, a risarcire il Comune per illeciti e irregolarità commesse nella gestione economica e finanziaria dell'ente. In totale sono 668 mila gli euro che dovranno restituire.

Nel dettaglio, l'ex sindaco Capitano e lo stesso Giuseppe La Rocca dovranno risarcire in solido 160 mila euro. L'ex primo cittadino dovrà pagare al Comune anche 32 mila euro per il danno di immagine. Giuseppe La Rocca dovrà poi, da solo, risarcire altri 474 mila euro. Infine, l'ex funzionario amministrativo, l'ex sindaco e il consigliere comunale Michele Geraci dovranno pagare 2.800 euro.

Il fatto

L'ex primo cittadino, in carica dal 2007 al 2012, il 20 marzo 2013 è finito ai domiciliari insieme a Giuseppe La Rocca. L'allora responsabile pro tempore dell'ufficio di Ragioneria era accusato in prima persona, ma anche in concorso e in accordo con il sindaco, di aver gestito le casse comunali in forme palesemente illegittime e sprezzanti di qualsivoglia norma contabile, amministrativa e penale.

Gli arrestati, per appropriarsi del denaro pubblico, avrebbero formato e attestato false causali riscuotendo mandati di pagamento emessi a loro favore, o di altre persone, in assenza di qualsiasi autorizzazione o giustificazione e senza alcuna ragione istituzionale. In alcuni casi i mandati avevano ad oggetto anche contributi "sociali" ma venivano assegnati arbitrariamente, senza che venisse avviata nessuna istruttoria da parte degli uffici competenti. Nel 2017 l'ex sindaco finì anche in carcere. Ora la Corte dei Conti gli ha presentato il conto.

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