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Il depuratore di Roccamena

Il depuratore di Roccamena

Roccamena e il suo depuratore, non sarà una "incompiuta": consegnati i lavori

Il progetto finanziato dall'Ue con oltre 1 milione di euro sarà completato, ma al Comune scoppia la polemica. L'opera era ferma da anni al 90% del completamento per alcuni contenziosi tra l'Amministrazione e le ditte incaricate

Un’opera che rischiava di essere l’ennesima "incompiuta" siciliana vedrà invece la luce, permettendo una migliore gestione degli scarichi fognari in un paese che conta circa 1.500 anime. Sono stati consegnati i lavori per il depuratore di Roccamena, un vecchio progetto finanziato dall’Unione europea con 1.182.040,71 euro e con altri 143.263,83 dall’Amministrazione. "E’ stato firmato il contratto con la ditta - spiega a PalermoToday il sindaco Tommaso Ciaccio - che entro sei mesi avrà terminato”.

I LAVORI - L’opera, ferma da diversi anni al 90% del suo completamento (64% secondo il sistema Caronte della Regione Sicilia), per un contenzioso tra l’Amministrazione e le ditte che si stavano occupando dei lavori, fra parcelle per oltre 150 mila euro liquidate in virtù di consulenze, direzione dei lavori, indagini geognostiche, relazioni geotecniche e altro ancora. Una vittoria della politica "a cui devono interessare solo le risposte concrete", dichiara il sindaco Ciaccio che, qualche settimana fa, in un dichiarazione rilasciata alla stampa si era intestato la paternità del risultato.

LA POLEMICA - Le frasi del primo cittadino, che sostiene di aver sollecitato più volte l’avvio dell’iter necessario per la perizia di completamento, l’affidamento dei lavori e la stipula del contratto, hanno "stuzzicato" l’ingegnere Salvatore Fiorentino, ex responsabile dell’area tecnica del Comune di Roccamena. Il funzionario ricostruisce la storia con determine e atti per tutelare la propria immagine, "lesa ancora una volta", poiché tirato in ballo sui ritardi registrati negli ultimi anni. Per quest’ultima ragione il sindaco ha dichiarato di essersi trovato costretto, per non rischiare di trasformare definitivamente il depuratore in un’opera lasciata a marcire sotto al sole, a revocare il responsabile dell’ufficio tecnico e nominare un nuovo architetto lo scorso 7 giugno.

Diversa la versione della controparte illustrata in una nota dall’ingegnere Fiorentino. "Con un paziente lavoro di riordino e superamento dei contenziosi, l’ufficio - scrive - è giunto alla definizione di una perizia di completamento dei lavori (senza alcun onere aggiuntivo) e all’approvazione del parere tecnico da parte della Regione siciliana. Il funzionario, dopo una sua nota di aprile 2016, conclude il proprio lavoro e consegna le carte alla segreteria comunale per la firma del contratto. La revoca dall’incarico di responsabile dell’ufficio tecnico - aggiunge in una nota - interviene quindi successivamente, in data il 7 giugno 2016, ad iter amministrativo completato".

Parte dell’acredine fra i due è dovuta a una vecchia richiesta del Sindaco di esaminare cinque pratiche presentate da alcune famiglie del luogo (tre concessioni edilizie e due sanatorie) e alla quale l’ingegnere si è opposto. O, per meglio dire, ha sostenuto la necessità di rispettare la procedura di garanzia prevista dalla legge a tutela dei cittadini e informandone i diretti interessati. Un rifiuto che ha fatto arrabbiare Ciaccio e del quale si è interessato anche l’assessore regionale Antonello Cracolici, il quale aveva commentato così la circostanza: "Se un funzionario - riporta IlFattoQuotidiano - si rifiuta di consegnare atti per consentire al sindaco la conoscenza di una procedura, tu devi avviare un procedimento disciplinare fino alla cessazione del rapporto di lavoro con questo signore".

Di questa polemica che ha animato il piccolo paese vicino a Corleone, riaccendendo i fari in tempi non sospetti sulla vicenda del depuratore, se n’era interessato un cittadino come tanti, Roberto Mirandola, con una sorta di blog su Facebook. Qualche anno fa, per via del suo essere "rompiscatole" (lo dice lui stesso con il sorriso, ndr), è stato allontanato dall’amministratore di un gruppo roccamenese sui social dopo che il Sindaco ha querelato Mirandola per uno dei suoi post "al vetriolo". Così ne fonda uno suo, per continuare a parlare del paese e dei suoi problemi, cercando di restare una "voce libera", punzecchiando e non risparmiando commenti e "complimenti" qua e là. Questo modo di fare, però, gli ha creato non pochi problemi (tra minacce, aggressioni e intimidazioni) e potrebbe essere all'origine - ricostruisce lui - di una multa da oltre diecimila euro per violazione della privacy contestata dalla polizia municipale di Roccamena.

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