Cronaca Arenella-Vergine Maria

Cane picchiato e affogato al porticciolo dell'Arenella, denunciato un uomo

Grazie ad alcune telecamere i carabinieri sono riusciti a risalire all'identità di un 33enne che avrebbe preso a calci e ucciso un cane - poi ribattezzato Jesus da alcuni animalisti - prima di gettarlo in acqua nel porticciolo vicino Villa Igiea

Identificato l’uomo che avrebbe picchiato e affogato un cane nel porticciolo dell'Arenella. I carabinieri della stazione Falde hanno denunciato per maltrattamento di animali un 33enne, Benito A., dopo l’uccisione di un pitbull poi ribattezzato da alcuni volontari Jesus. L’auto dell’uomo è stata immortalata da alcune telecamere piazzate in zona che avrebbero ripreso il mezzo ad un orario compatibile con quello denunciato da alcuni potenziali testimoni.

L’episodio risale allo scorso 12 agosto. "Un armatore ha notato un uomo - hanno ricostruito alcuni animalisti - che inseguiva un cagnolino. Una collega poco dopo, dalla prua, ha sentito delle urla strazianti e ha visto un tizio incattivito, probabilmente lo stesso che inseguiva il cane qualche minuto prima. Aveva la maglietta bagnata, sporca di rosso ed era abbastanza evidente che stesse pigliando a calci qualcosa… o qualcuno".

Dopo un paio di telefonate e qualche segnalazione - quando al porticciolo si era sparsa la voce che qualcuno avesse ucciso e affogato un cane - sono arrivati i militari della guardia costiera, i carabinieri e i sommozzatori dei vigili del fuoco che dopo diverse immersioni hanno recuperato quella sera il cadavere del cane. Jesus è stato portato all’Istituto Zooprofilattico per l’autopsia, necessaria per chiarire alcuni dettagli sulla tragica fine del pitbull e sulle responsabilità del suo carnefice.

fiaccolata jesus

Il 21 agosto gli animalisti, pochi giorni prima della Giornata mondiale del cane, hanno organizzato una fiaccolata per commemorare il pitbull barbaramente ucciso. Un appuntamento al quale hanno partecipato centinaia di persone che hanno chiesto "Giustizia per Jesus" e condanne più severe per chi maltratta o provoca la morte di un animale.

"La zona - hanno proseguito gli animalisti - è piena di telecamere e i ragazzi ci hanno comunicato che il tizio è passato sicuramente sotto un varco in cui c’è la videosorveglianza". E così è andata. Gli investigatori hanno sequestrato le immagini riprese da alcune telecamere che hanno inquadrato l’auto del 33enne che adesso rischia la reclusione da tre a diciotto mesi con una multa da 5 mila a 30 mila euro.

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