Cronaca Petralia Sottana

I Nas nell'ospedale di Petralia, la Cgil: "Un vaccino su 4 fatto a chi non ne aveva diritto"

I militari del Nucleo antisofisticazione e salute hanno acquisito gli elenchi di chi ha ricevuto una delle 1.121 dosi di vaccino. Il sidacato: "Vaccinato chi non ne aveva bisogno o diritto. Pretendiamo trasparenza e serietà"

Quasi un quarto delle vaccinazioni fatte all’ospedale Madonna dell’Alto potrebbero essere state fatte a categorie non previste dalla direttiva nazionale. A chiedere accertamenti sulla “vaccinazione abusiva” è la Cgil commentando l’intervento del Nas nella struttura sanitaria di Petralia Soprana per acquisire gli elenchi di chi ha ricevuto una dose del vaccino. “Chiediamo trasparenza e serietà - dicono dal sindacato - nelle procedure di somministrazione e l'accertamento delle responsabilità”.

Su 1.121 vaccini e relativi referti, 333 sono finiti sotto la lente dei militari del Nucleo antisofisticazione e salute. "Diciamolo chiaramente: è una vergogna - dichiara il segretario generale Cgil Palermo Mario Ridulfo - che il vaccino, ancora prima di essere somministrato a quanti ne hanno bisogno, venga somministrato agli amici, ai parenti o agli amici degli amici. Non è possibile come nel caso dell'ospedale di Petralia, che il 25 per cento dei vaccinati siano persone che non ne avevano diritto".

"La sanità e gli ospedali - afferma Calogero Spitale, responsabile Cgil Alte Madonie - sono sempre stati un punto nodale dove il clientelismo ha imperversato negli anni, determinando le fortune politiche elettorali di alcuni personaggi. Chiediamo che vengano fatte tutte le indagini necessarie per accertare eventuali responsabilità della direzione sanitaria e dell’equipe medica e infermieristica e per evitare che, nel prosieguo delle vaccinazioni anti Covid, si calpestino e si saltino i meccanismi previsti".

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