Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca Tribunali-Castellammare / Piazza Marina

Coralli e cavallucci marini venduti tra le bancarelle di piazza Marina, tre denunce

Questo l'esito del controllo dei carabinieri che hanno setacciato il mercatino vicino a villa Garibaldi. Sequestrati 43 esemplari, secondo i militari recentemente prelevati dai fondali, che sono risultati privi della necessaria documentazione

Parte della refurtiva sequestrata dai carabinieri

Coralli e cavallucci marini tra le bancarelle del mercatino di piazza Marina. I carabinieri del nucleo Cites e del distaccamento di Punta Raisi hanno denunciato tre persone con l’accusa di detenzione per la vendita di oggetti derivati da esemplari di specie elencate nell’allegato “B” del regolamento relativo alla protezione di specie della flora e della fauna selvatiche mediante il controllo del loro. Si tratta del risultato di un controllo per verificare il rispetto della convenzione internazionale sul commercio delle specie animali e vegetali in via d’estinzione firmata a Washington il 3 marzo 1973.

Le tre persone in questione, ricostruiscono dal Comando provinciale, stavano commerciando coralli e cavallucci marini senza la prescritta documentazione necessaria per attestarne la legale provenienza e detenzione: “l primo aveva 22 pezzi di corallo ramificato di varie specie e dimensioni e 11 cavallucci marini, il secondo altri 4 pezzi di corallo ramificato e 5 cavallucci marini. Il terzo, infine, aveva un altro pezzo di corallo ramificato. Tutto il materiale è stato sottoposto a sequestro e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria”.

Secondo i militari del nucleo Cites gli esemplari in questione deriverebbero da prelievi illeciti in natura e dai segni presenti nella gran parte dei coralli sequestrati risulta il recente prelievo dai fondali. L’intervento odierno è solo l’ultimo di una lunga serie di controlli presso i mercati dell’antiquariato che hanno portato al sequestro di numerosi manufatti in avorio che venivano venduti senza la prescritta documentazione. “Incalcolabile - concludono dal Comando - il danno arrecato agli ecosistemi provocato da chi, come i tre denunciati, concorre all’estinzione di animali e piante dal nostro pianeta”.

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