Cronaca

Guerra tra pm, Marcello Dell'Utri resta in carcere

La decisione sulla scarcerazione dell’ex senatore slitta a dopo le elezioni. A sorpresa, però, è stata sollevato un conflitto di competenza “denunciato” dalla Procura generale di Palermo

Marcello Dell'Utri resta in carcere. La Corte d'appello di Caltanissetta ha rinviato all'8 marzo la decisione sull'eventuale scarcerazione dell'ex senatore e anche sulla revisione del processo nei suoi confronti. Questo anche in considerazione dell'iniziativa della Corte d'appello di Palermo, che ha inviato una "segnalazione" sia ai colleghi nisseni che alla Cassazione. Iniziativa che equivale a sollevare un conflitto di competenza.

In poche parole i pm palermitani ritengono che i legali di Dell'Utri abbiano posto la stessa questione a due Corti diverse: si tratta della possibile applicabilità a Dell'Utri di una sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo, già adottata per Bruno Contrada. Se uno dei due giudici ritenesse di estendere a Dell'Utri gli stessi principi, la condanna che l'ex parlamentare sta scontando, diventerebbe "ineseguibile" e scatterebbe la scarcerazione.

Marcello Dell'Utri è stato condannato in via definitiva a sette anni per concorso esterno a Cosa nostra ed è attualmente detenuto nel carcere romano di Rebibbia. Tutto è legato alla sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo che ha dichiarato illegittima la condanna inflitta, per lo stesso reato, a Contrada. Era l’aprile del 2015 quando la Corte Europea dei diritti umani aveva stabilito che l’ex numero due del Sisde non andava condannato per concorso esterno perché all’epoca dei fatti contestati il reato "non era sufficientemente chiaro".

Con la segnalazione, adottata a seguito della "denuncia" (termine tecnico) fatta dal sostituto Giuseppe Fici, della Procura generale di Palermo, il collegio presieduto da Antonio Napoli chiede ai colleghi di Caltanissetta di valutare la propria competenza e al tempo stesso pone la questione pure all'organo superiore, la Cassazione, che potrebbe dirimere l'eventuale controversia stabilendo quale dei due giudici sia competente. Al tempo stesso i legali di Dell'Utri potrebbero rinunciare a una delle due istanze e rivolgersi a una sola delle due Corti d'appello. 

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