Dell’Oglio racconta la re-esistenza con uno shooting all'Università degli studi di Palermo

Uno shooting fotografico ambientato all’Università degli Studi di Palermo per raccontare il mondo che riparte dai luoghi del sapere, dove si incontrano i giovani. Dai loro scambi di pensiero nasce una rivoluzione gentile fatta di conoscenza, immaginazione e connessione con la natura

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Dell'Oglio, azienda storica palermitana del fashion retail di lusso, ha deciso di utilizzare la moda e le tendenze che affascinano le nuove generazioni per veicolare contenuti culturali che riguardano la fiducia nel progresso, nei luoghi di incontro, nello scambio dei saperi, del rispetto del pianeta e della sostenibilità della vita su di esso. La missione di Dell'Oglio è andare oltre gli obiettivi commerciali, utilizzando i propri canali di comunicazione per promuovere scelte di vita e di pensiero che, capovolgendo la cartina geografica e partendo da Palermo, sappiano fondare i presupposti di una nuova RE-ESISTENZA. Tutto ha avuto inizio il 9 Marzo con il nuovo editoriale che ha come tema l’incontro.

Siamo tornati all’Università, il luogo dove il sapere si fa carne e la filosofia diventa azione, per fare esplodere l’esultanza di una giovinezza che si riprende il suo mondo, che non ha paura di guardare dentro se stessa e con ironia severa ed estro gentile è pronta a una nuova RE-ESISTENZA. Identità che convergono, si mescolano e trovano soluzioni inedite, colori che si attraggono e compongono un nuovo specchio cromatico, linee che si inseguono e cercano forme solide e nuovi centri gravitazionali nei quali l’equilibrio sui tacchi è un diritto affermato. Si tratta di pura attrazione, forza invisibile che attraversa i muri e mette al centro di tutto i corpi. Come nell’arte performativa di Marina Abramovich, alla quale parte dello shooting è un omaggio, è stato realizzato un tributo ai corpi che, dopo essere rimasti silenti, in attesa paziente per lungo tempo, adesso si allungano, si espandono e trovano quiete solo quando toccano l’altro.

Si scivola con la leggerezza della gioventù sugli aspetti formali dell’esistenza, ci si lascia trasportare con fiducia aspettando di vedere dove si andrà a finire. Per trovare un posto nel mondo, un equilibrio in mezzo alle correnti gravitazionali. Dai megafoni di questa rivoluzione gentile escono fiori per contrastare la violenza che in questi tempi si esprime prevalentemente come violenza comunicativa. Anche i muri parlano, attraverso la street art e i graffiti degli studenti, e non sono più pareti divisorie, ma ostacolo superato dalla comunicazione che abbatte le distanze e tiene tutto unito. La natura è amica, è radice e madre da ascoltare. Il mondo digitale è una frontiera da esplorare per conquistare nuovi territori e una nuova dimensione umana.

Location di eccezione l’Università degli Studi di Palermo nell’evocativo Viale delle Scienze, patria ideologica della Pantera, il movimento studentesco che nel 1989 coinvolse tutte le Università d’Italia e chiese una diffusione equa e giusta del sapere. Un luogo solitamente brulicante di giovani, con 43mila iscritti,11mila nuove matricole negli ultimi anni, per gli oltre 150 corsi triennali. L’università che è stata frequentata dal presidente Sergio Mattarella, ma anche da Emilio Segrè, premio Nobel per la Fisica nel 1959, Carlo Giulio Argan, Giovan Battista Basile, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. All’interno del grande parco che circonda l’Università sono stati scelti quei luoghi evocativi di incontri di stile, tempo e pensiero e in particolare l’area progettata dall’architetto Vittorio Gregotti. Una sessione speciale dell’editoriale è stata scattata presso il MEC museum di Palermo, il primo museo della rivoluzione informatica ideato dall’architetto Giuseppe Forello. Luogo nel quale si concretizza l’incontro tra immaginazione e nuove frontiere del digitale.

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