Quasi 700 mila euro di buco alla Foss: "Debito maturato dagli Amici della Musica"

Questa la tesi degli uffici amministrativi della fondazione. Il presidente Santoro: "Teatro Politeama concesso dal Comune per 40 giornate all'anno gratis all'associazione". Gelarda (Lega) attacca: "Il Comune fa parte del CdA, sindaco riferisca in Aula"

Nelle casse dell'Orchestra sinfonica siciliana c'è un buco di 671mila euro, un debito che, secondo gli uffici amministrativi della fondazione, sarebbe stato maturato dall'associazione Amici della Musica sulla base di una serie di protocolli d'intesa e convenzioni, risalenti nel tempo, tra la stessa associazione e il Comune. "Atti unilaterali", secondo la Foss che si è trovata a dover concedere all'associazione l'uso del Teatro Politeama per 40 giornate all'anno, senza poter incassare un solo euro per coprire i costi legati all'apertura della struttura. A rivelarlo è stato proprio il presidente del Cda della Fondazione, Stefano Santoro, durante un'audizione davanti alla Sesta commissione consiliare di Palazzo delle Aquile, quella che si occupa di programmazione e turismo. 

"E' emerso un quadro nebuloso, che va certamente approfondito", dice all'Adnkronos Igor Gelarda, capogruppo della Lega al Consiglio comunale, che chiede al sindaco Orlando di riferire in Aula. "Di fronte a somme così rilevanti in un momento di grande difficoltà per le casse pubbliche in generale e del Comune in particolare – attacca il leghista di Sicilia – e considerato che Palazzo delle Aquile fa parte del CdA della Fondazione, il sindaco deve chiarire questa vicenda e, più in generale, il ruolo suo e del rappresentante del Comune da lui nominato in CdA. Vorremmo sapere - conclude - secondo quale criterio e in virtù di quale selezione proprio gli Amici della Musica sono stati scelti per avere in utilizzo una sede prestigiosa come il Teatro Politeama fra tante meritevoli associazioni, enti e istituzioni culturali presenti in città".

Presidente Cda ha proposto di conferire incarico ai legali

santoro-3Sulla vicenda anche il Cda della Fondazione ha deciso di vederci chiaro. Ieri durante una seduta fiume la questione è stata posta all'ordine del giorno e, su proposta del presidente Santoro, è stata disposta un'attenta verifica interna, per recuperare documenti e carteggi. La questione, però, rischia di finire nelle aule di tribunale perché il Cda avrebbe deciso, proprio su input di Santoro, di conferire un incarico a un legale amministrativista e a uno civilista per stabilire, da un lato, la validità giuridica degli atti e, d'altro, recuperare il consistente credito. Il Cda starebbe anche valutando la possibilità di non concedere i locali all'associazione Amici della Musica a fronte delle "attuali inadempienze e del consistente debito". Insomma, per il Consiglio di amministrazione sarebbe inaccettabile che l'associazione continui a programmare i propri spettacoli con ricavi da botteghino senza pagare un solo euro per l'utilizzo del Teatro Politeama.

La replica dell'associazione Amici della Musica

Il legame tra Comune, Foss e Amici della Musica 

Quella che lega Palazzo delle Aquile, Foss e Amici della Musica è una storia che affonda le sue radici nei primi anni Duemila. In base a un protocollo tra Comune e Foss, targato 26 novembre del 2003, che richiama una precedente intesa del novembre 2000, infatti, Palazzo delle Aquile estendeva la concessione in uso gratuito del Teatro Politeama alla Fondazione sino al 15 gennaio del 2014. Nell'atto, però, l'Amministrazione comunale si riservava l'uso del teatro per "manifestazioni di eccezionale rilievo nazionale e internazionale", organizzate proprio da Palazzo delle Aquile, stabilendo che le spese relative all'apertura della sede (sicurezza, vigilanza, pulizie, hostess, assistenza, forniture) e quantificate in 3mila euro al giorno sarebbero state per il 70 per cento a carico della Foss e per il restante 30 coperte dall'Amministrazione comunale.

Igor Gelarda-13Il 16 settembre del 2004, il Comune stipula un'intesa con l'associazione Amici della Musica concedendole l'uso del Teatro Politeama fino al 2014. A farsi carico dei costi relativi ai servizi di apertura per la stagione 2004-2005 e per il successivo triennio questa volta, però, sarebbe stato per intero il Comune "previo accertamento della consistenza di bilancio". L'associazione Amici della Musica avrebbe dovuto concordare le date degli spettacoli con Foss e comunicarli al Comune per ottenere il relativo nullaosta per l'uso del teatro e per gli impegni di spesa. Le convenzioni e i protocolli che si susseguono negli anni successivi prevedono l'assegnazione alla Foss per 35 anni del Teatro Politeama e, al tempo stesso, riconfermano la presenza, per 40 spettacoli all'anno, degli Amici della Musica. E le spese? Il 14 novembre del 2008 il settore Cultura del Comune scrive all'associazione, spiegando, in soldoni, che a pagare i costi di apertura e funzionamento del Teatro relativi alle stagioni 2004-2005 e al triennio successivo dovranno essere proprio gli Amici della Musica. Nelle casse del Comune, infatti, non c'è disponibilità finanziaria. La querelle sembrerebbe chiusa se non fosse che un'ultima nota dello scorso 19 luglio rivolta al presidente del Cda Santoro fa resuscitare l'antico accordo del novembre 2003 con la ripartizione delle spese tra Comune e Foss (rispettivamente 30 e 70 per cento). Quel che è certo, secondo gli uffici della Fondazione Orchestra sinfonica siciliana, è che nel bilancio oggi c'è un credito di 670mila euro. Denaro che la Foss è decisa a ogni costo a recuperare.

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"Questa vicenda è l'ennesimo tassello di una gestione che per anni sembrava aver visto nell'Orchestra sinfonica, che versava in uno stato di caos amministrativo e contabile, più un terreno di conquista per alcuni miracolati che uno strumento di produzione culturale per la Sicilia e il capoluogo - dice il commissario provinciale della Lega, Antonio Triolo -. Dopo interventi della politica a gamba tesa su nomine che politiche non avrebbero dovuto essere, dubbi su compensi e spese percepite da amministratori e consulenti negli scorsi anni e la vicenda del sovrintendente Marcellino che, come un campione di salto triplo, dopo 3 mesi dalla nomina ha già presentato domanda per ricoprire il medesimo ruolo al Teatro Lirico di Cagliari sembra giunto il momento che anche il Comune di Palermo spieghi le sue responsabilità in questa vicenda".
 

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