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Giovedì, 29 Febbraio 2024
Cronaca

Volevano uccidere un ragazzo per un debito di droga di 45 mila euro: arrestati

Due persone sono finite in manette dopo un'operazione messa a segno dai carabinieri. Si tratta di Alfonso Scalici, di Balestrate, e Maurizio Conigliaro, palermitano. Svelato il progetto per ammazzare un giovane mazarese dopo la cessione di un chilo di cocaina

Volevano uccidere un ragazzo mazarese che dopo la cessione di un chilo di cocaina, avvenuta due anni prima, aveva contratto un debito di 45 mila euro con i fornitori palermitani. Due persone sono state arrestate all'alba di oggi dai carabinieri di Partinico. In manette sono finiti Alfonso Scalici, di Balestrate (accusato di "associazione mafiosa, acquisto per lo spaccio di un ingente quantitativo di sostanza stupefacente ed estorsione") e Maurizio Conigliaro, palermitano, arrestato solo per l'acquisto dell'ingente quantitativo di sostanza stupefacente in concorso con il primo.

"Volevano gambizzarlo o ucciderlo e bruciarlo" | VIDEO

"La ricostruzione investigativa effettuata dalla Direzione Distrettuale - spiegano i carabinieri - ha permesso di rilevare significativi elementi di riscontro in merito all’appartenenza di Scalici alla famiglia mafiosa di Balestrate (inquadrata all’interno del mandamento di Partinico). Utili elementi in tal senso sono stati ricavati anche dalle dichiarazioni rese nel gennaio 2019 da Filippo Bisconti, diventato collaboratore di giustizia dopo l'arresto nell'ambito dell'operazione Cupola 2.0".

Tra le accuse rivolte a Scalici e Conigliaro c'è anche quella relativa al progetto di uccidere il ragazzo mazarese per il debito di droga contratto con i fornitori palermitani. I due volevano avvalersi anche di un altro pregiudicato palermitano, e per questo avevano informato – richiedendo quindi implicitamente un’autorizzazione a procedere – delle persone vicine al mandamento mafioso di Mazara del Vallo.

"Ed è proprio dall’analisi delle modalità cui Scalici è ricorso per il recupero di somme di denaro di cui gli erano debitori vari acquirenti di stupefacente - spiegano dal comando dei carabinieri - che sono emersi concreti elementi circa la sua forza di intimidazione espressa sul territorio del comune di Balestrate. In particolare, sono emersi indizi anche in merito a una richiesta di estorsione nei confronti di un cittadino balestratese e alla programmazione del furto di un automezzo a danno di un imprenditore di Borgetto attivo nel settore vinicolo (furto che Scalici intendeva compiere avvalendosi della collaborazione di pregiudicati vicini al mandamento di Palermo Porta Nuova)".

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