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Sabato, 27 Novembre 2021
Cronaca Tribunali-Castellammare / Piazza Pretoria

Lo stop al ddl Zan, il Palermo Pride torna in piazza: "Sui nostri corpi nessuna mediazione"

Manifestazione in piazza Pretoria domani in contemporanea con la presentazione del libro “Il delitto di Giarre. 1980: un 'caso insoluto' e le battaglie del movimento LGBT+ in Italia” organizzata a Palazzo delle Aquile. La decisione come "risposta" alla presenza all'evento di Ivan Scalfarotto (Iv): "Non tollereremo oltre lezioni sulla buona politica"

"Ddl Zan, sui nostri corpi nessuna mediazione". Con questo motto il coordinamento Palermo Pride continua la protesta contro l'affossamento del disegno di legge e per domani alle 18.30 convoca la città in piazza Pretoria in contemporanea con la presentazione del libro “Il delitto di Giarre. 1980: un 'caso insoluto' e le battaglie del movimento LGBT+ in Italia” di Francesco Lepore organizzata a Palazzo delle Aquile lo stesso giorno alla stessa ora con la partecipazione di Angela Bottari (Pd), Barbara Masini (Fi), Ivan Scalfarotto (Iv) oltre che del sindaco di Palermo Leoluca Orlando e di altri relatori.

Era stato invitato a portare i saluti del Coordinamento Palermo Pride Luigi Carollo, uno dei portavoce. “Riteniamo irricevibile l'invito dell'amico Francesco Lepore a un tavolo in cui siede chi ha svenduto i nostri diritti sull'altare delle mediazioni di governo già nel 2013 – dicono dal direttivo di Coordinamento Palermo Pride, in riferimento alla presenza del sottosegretario al ministero dell'interno Scalfarotto - Non tollereremo oltre lezioni sulla buona politica e sulla necessità di mediare per ottenere una legge. Ma quali accordi, ma quale mediazione? Sui nostri corpi nessuna condizione”.

Questo slogan ha anche scandito l'avanzare della testa del corteo del Palermo Pride lo scorso sabato. “Ivan Scalfarotto, nel 2013, stava già smontando la legge Reale Mancino cedendo alle provocazioni dell'Udc e dell'ala cattodem del Pd. Scalfarotto oggi sostiene che sul ddl Zan era necessario mediare: ma su cosa? Sull'identità di genere e sulla scuola ovviamente. I nostri diritti sono stati svenduti sull’altare delle trattative per costruire una nuova coalizione politica di centro destra che va da Italia Viva fino alla Lega. In pieno accordo con Luigi Carollo, invitato come portavoce del Coordinamento Palermo Pride – continua la nota – non parteciperemo quindi alla presentazione de 'Il delitto di Giarre. 1980: un 'caso insoluto' e le battaglie del movimento LGBT+ in Italia' prevista per il 4 novembre. Auguriamo tuttavia buon lavoro a Francesco: il suo libro è prezioso e importante e continueremo a supportarlo come fatto finora”.

La lettera del sottosegretario

"Come uomo politico - scrive Ivan Scalfarotto - so bene che le tutte mie decisioni sono oggetto di scrutinio e di possibili contestazioni, naturalmente del tutto legittime. E tuttavia mi pare necessario sgombrare il campo dal sottotesto di questa manifestazione e di numerosi messaggi che ho ricevuto in questi giorni, e cioè che il fatto di essere io stesso omosessuale debba vincolarmi in qualche modo a una unicità di pensiero, o a una fedeltà obbligatoria alla linea politica del mondo associativo. Vorrei chiarire ora e per sempre che il fatto che io sia gay, insomma, non mi impedisce di pensarla diversamente dal Palermo Pride o da altre associazioni LGBT e di rivendicare con piena convinzione la fondatezza delle mie opinioni".

"L’idea - continua - che la battaglia delle persone Lgbt in Italia debba risolversi in grandi battaglie di principio che sfociano sistematicamente nel nulla mi pare del tutto fallimentare. Se non si fanno le leggi, la testimonianza potrà forse servire alla carriera di qualcuno ma non produrrà nessun cambiamento reale nella vita della moltitudine dei nostri concittadini omosessuali, bisessuali e trans. Sono fermamente convinto, in questo campo e non solo, che lo scopo della politica sia quello di portare a casa tutto ciò che è possibile quando è possibile, e che il progresso umano non faccia quasi mai dei salti, ma che più spesso proceda per successive approssimazioni. Non erano leggi perfette né la legge sul divorzio, né quella sull’aborto, né quella sulle unioni civili, ma non rinuncerei mai a nessuna di quelle leggi in nome di un 'tutto o niente' che il più delle volte ti lascia col niente in mano".

"E' la vecchia vicenda del riformismo e del massimalismo - conclude Scalfarotto - e non la risolveremo certo oggi, ma io so da che parte sto: quella di chi pensa che il contrario del compromesso non sia 'né integrità e nemmeno idealismo e nemmeno determinazione o devozione. Il contrario di compromesso è fanatismo, morte', come scrisse mirabilmente Amos Oz".

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